Donald Trump licenzia l’amico Paolo Zampolli, che non è più l’inviato speciale del governo Usa
Donald Trump licenzia l’amico Paolo Zampolli, che non è più l’inviato speciale del governo Usa
L’imprenditore è stato rimosso dal suo incarico dopo uno scontro con il vice segretario di Stato Christopher Landau

di Marcello Bussi 16/10/2026 09:10

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Paolo Zampolli è stato licenziato e rimosso dal presidente Donald Trump dal ruolo di inviato speciale degli Stati Uniti per le partnership globali, incarico governativo che ricopriva dal marzo 2025. 

Il licenziamento è scattato poche ore dopo la pubblicazione di un'inchiesta di Politico che svelava una dura faida interna a base di email infuocate tra Zampolli e il vice segretario di Stato Christopher Landau. Secondo quanto ricostruito, Zampolli si sarebbe spinto ben oltre i limiti formali del suo incarico. Landau lo aveva esplicitamente diffidato dall'occuparsi di dossier e affari esterni non concordati, avvertendolo che agire in violazione delle direttive espresse lo avrebbe esposto ad azioni disciplinari e al licenziamento.

Le tensioni sono degenerate definitivamente quando Zampolli ha effettuato viaggi diplomatici autonomi, come una missione nei Balcani in cui ha incontrato il capo del governo della Repubblica Srpska senza la necessaria autorizzazione formale e al di fuori delle sue deleghe legali.

In una nota ufficiale, Zampolli non ha mostrato rancore. L’imprenditore nato e cresciuto a Milano, noto per avere presentato nel 1998  l’allora modella Melania Knauss a colui che oggi è il capo della Casa Bianca, ha dichiarato che servire Trump e gli Stati Uniti è stato l'onore più grande della sua vita, aggiungendo che il suo mandato annuale era comunque già stato esteso di sei mesi. Zampolli ha poi riferito una battuta attribuitagli dallo stesso Trump, che gli avrebbe detto: «Perché vuoi lavorare nel governo quando puoi concludere tutti questi affari commerciali?». Cosa che ora, da privato cittadino, potrà fare senza conflitti d’interesse. (riproduzione riservata)