Dolce & Gabbana ha avviato nuovi colloqui con le banche dopo che una domanda debole di beni di lusso a livello globale ha messo sotto pressione i profitti e il debito di gruppo, mentre la guerra del Golfo ha accelerato le difficoltà. Lo scrive Bloomberg, lo hanno confermato a milanofinanza.it fonti finanziarie.
La realtà di alta moda italiana da 1,9 miliardi di ricavi nel 2024-2025 si avvale della consulenza finanziaria di Rothschild & Co e ha circa 450 milioni di euro di debito bancario dopo un rifinanziamento lo scorso anno che comprendeva nuovi prestiti per 150 milioni di euro destinati a sostenere un piano di espansione per mantenere l’indipendenza del gruppo. In quell’occasione, la società aveva ottenuto una deroga (waiver) su alcuni requisiti del debito, secondo quanto emerge dall’ultimo bilancio disponibile.
L’aumento del prestito lo scorso anno era dovuto alla necessità di accelerare su due dossier: bellezza e investimenti immobiliari. Ma lo scoppio del conflitto Usa-Iran sta complicando la situazione per un gruppo del lusso che ha scommesso molto su un’area storicamente molto ricca del mondo, il Medio Oriente, bombardato da un mese a questa parte.
A fine 2024 D&G aveva annunciato il progetto sull’Arabia Saudita in un’ottica di espansione nel Golfo. Con il partner Diryah gate company, il gruppo italiano ha messo a punto un piano di brand experience con uno spazio di oltre 2.000 metri quadrati all’interno dell’area di Diryah, la destinazione lifestyle con spazi retail, soluzioni di luxury hospitality e intrattenimento.
I colloqui sono appena partiti e le due parti stanno valutando possibili soluzioni. L’ipotesi al momento è che le banche concedano alla società maggiore flessibilità sui covenant, ossia i vincoli finanziari legati ai prestiti attraverso un allungamento complessivo delle scadenze.
Fondata nel 1985 da Domenico Dolce e Stefano Gabbana, tuttora alla guida creativa, la società — famosa per lo stile ispirato al barocco del Sud Italia — sta puntando sull’espansione nel segmento beauty e immobiliare per preservare l’indipendenza in un settore in rapido cambiamento dove il peso della moda sta calando. Nel 2025 il gruppo ha rifinanziato 300 milioni di euro di debito con scadenza febbraio 2030, ottenendo ulteriori 150 milioni.
D&G non è l’unica realtà del settore a dover ricorrere al dialogo con i finanziatori. Lo scorso anno, dopo aver violato alcune condizioni del debito, i soci di Valentino — Kering e Mayhoola — hanno concordato un’iniezione di capitale da 100 milioni di euro nell’ambito di un accordo con le banche.
Il rallentamento del lusso è proseguito, pur mostrando segnali di stabilizzazione prima dei bombardamenti Usa-Israele in Iran a fine febbraio. Secondo Bain & Company e Altagamma, le vendite globali del settore sono calate del 2% nel 2025. Ferrari, dal canto suo, ha annunciato questo mese la sospensione temporanea delle consegne nell’area del Golfo (sono previsti alcuni voli per consegnare le auto personalizzate), mentre Ermenegildo Zegna ha segnalato una riduzione della visibilità sul business. (riproduzione riservata)