In uno scenario già complicato da preferenze, prestiti Ue sulla difesa e intercettazioni, ci si mette anche il Pnrr a far rischiare il cortocircuito a Governo e maggioranza. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha rimandato a lunedì 3 agosto le votazioni dell’Aula della Camera sul dl Infrastrutture Pnrr.
Il nodo che sta rallentando il provvedimento, che deve essere convertito in legge entro il 25 agosto ma ancora deve passare in Senato, è la questione della gara per l'affidamento del servizio ferroviario «Intercity», un tema che riguarda il completamento dell'attuazione del Pnrr.
Il governo è stretto tra diverse esigenze. Da un lato vi sono le richieste dell'Unione europea di aprire il mercato alla concorrenza; dall'altro, le resistenze politiche e le preoccupazioni legate agli effetti sul servizio ferroviario e sull'operatore storico. Insomma, avrebbe spiegato il ministro ai Rapporti col Parlamento, Luca Ciriani, durante la riunione della conferenza dei capigruppo, tenendo «conto delle posizioni espresse dalle organizzazioni sindacali e dal Parlamento all'unanimità», il decreto legge prevede che «l’affidamento del servizio posso essere effettuate attraverso un lotto unico nazionale». Ma la commissione europea la vorrebbe suddivisa in più lotti per la concorrenza.
Se la riforma, parte integrante del Recovery tricolore, non dovesse essere approvata nei tempi concordati con Bruxelles, l'Italia rischierebbe di non conseguire uno dei target previsti e di compromettere l'erogazione di una quota di fondi europei stimata tra 1 e 3 miliardi di euro.
Giusto oggi, 30 luglio, l’aggiornamento del Monitoraggio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza registra che «considerando l'erogazione della nona rata l'Italia ha raggiunto il 72,3% dei suoi traguardi e obiettivi (416 su 575) e ha incassato l'85,4% delle risorse previste (165,99 miliardi sui 194,4 miliardi totali)». Tali risultati, secondo i dati della Commissione, sono notevolmente superiori alla media degli altri 26 Stati dell'Ue: essi hanno raggiunto il 57,9% dei traguardi e obiettivi previsti (3.281 su 5.671 complessivi) e hanno incassato il 68,7% delle risorse previste (262,5 miliardi sui 382,2 miliardi previsti). (riproduzione riservata)