Carte d'identità molto più durature, meno rigidità sugli scontrini da archiviare e dati Isee acquisibili d'ufficio. Queste sono alcune delle novità contenute nel dl Pnrr e Coesione, che oggi 29 gennaio è atteso sul tavolo del consiglio dei ministri, che nasce dall'esigenza di dare attuazione alla revisione del Pnrr approvata a dicembre dalla Commissione Ue ma si propone anche di alleggerire la burocrazia per i cittadini.
Tra questa tipologie di misure, c’è l'estensione della validità della carta d'identità elettronica per i cittadini che hanno superato i 70 anni: il documento durerà 50 anni, una validità di fatto illimitata e utilizzabile anche per l'espatrio. Le carte già rilasciate, invece, resteranno valide oltre i dieci anni solo sul territorio nazionale e nei rapporti con le amministrazioni pubbliche. L’obiettivo è ridurre disagi per una fascia di popolazione più fragile e allo stesso tempo alleggerire il carico di lavoro degli uffici comunali.
Il decreto inoltre apre alla possibilità di una tessera elettorale in formato digitale, destinata a sostituire quella cartacea, soggetta a smarrimenti e a esaurimento degli spazi per i timbri. La confluenza nel portafoglio digitale nazionale resta però sullo sfondo: modalità e tempi saranno definiti da un decreto attuativo da emanare entro dodici mesi.
Il provvedimento elimina inoltre l'obbligo di conservare per dieci anni le ricevute cartacee dei pagamenti effettuati con il Pos. Un passo della transizione in corso verso la tracciabilità digitale dei pagamenti.
Più incisiva appare la norma che consente a scuole, università,
Comuni e altre amministrazioni di acquisire d'ufficio dall'Inps i dati Isee dei cittadini che richiedono prestazioni sociali agevolate.
Se per gli enti significa un aumento delle responsabilità nella gestione dei flussi informativi, per famiglie e studenti riduce la necessità di certificati e adempimenti ripetuti.
Il dl proroga poi al 31 dicembre 2029 l'incarico del Commissario straordinario per gli alloggi universitari, con l'obiettivo di completare gli studentati in costruzione e garantire per dodici anni canoni calmierati nelle residenze già operative. Si riuscirebbe così a intervenire sull'attrattività di molte città universitarie.
Sul fronte dei trasporti, il decreto interviene sulla gestione delle strade, trasferendo ai responsabili degli incidenti i costi di rimozione di detriti e liquidi. Mentre in materia di ferrovie, apre alla liberalizzazione dei servizi Intercity, riducendo il dominio del gruppo Fs. Anche se resta la dimensione pubblica: è prevista la nascita di una società pubblica incaricata di acquistare e noleggiare treni e locomotive agli operatori, con una dotazione iniziale di 1,2 miliardi di euro finanziata dal Pnrr. (riproduzione riservata)