Si prevede un 2026 pieno di opportunità per i cacciatori di dividendi di Piazza Affari. Secondo quanto calcolato da Allianz Global Investors nel suo studio annuale sulle cedole delle società europee, le distribuzioni dovrebbero aumentare quest’anno del 7%, raggiungendo quota 38,6 miliardi di euro.
Il tutto in un contesto continentale in cui, calcola la società di gestione, il totale delle cedole staccate dalle aziende dello Stoxx 600 dovrebbe aumentare del 4%, arrivando a 454 miliardi.
Anche il dividend yield atteso, cioè il rapporto percentuale tra dividendo unitario distribuito e prezzo corrente dell'azione, dovrebbe seguire il trend di crescita dei dividendi.
Per le società incluse nell'indice Stoxx 600, evidenzia il report, è probabile che quest'anno salga al 3,2%, un livello paragonabile ai rendimenti dei titoli governativi tedeschi a 15 anni. Ma per le società italiane presenti nel paniere delle blue chip europee si prevede un dividend yield ancora più alto, pari al 4,9%.
Nella classifica europea relativa al 2026 ci sarebbero però Paesi ancora più generosi: la Norvegia, calcola AllianzGI, potrebbe conquistare il primo posto, con un dividend yield atteso del 5,8%.
Lo studio passa quindi in rassegna lo storico dei dividendi delle quotate milanesi, cercando di individuare quelle che potrebbero essere più generose anche quest’anno.
Prendendo come riferimento l’indice Msci Italy, che è composto da 26 titoli e copre l’85% della capitalizzazione di Piazza Affari, 23 società hanno alzato la cedola rispetto all’anno precedente, due l’hanno confermata e una sola l’ha tagliata.
A livello di titoli, negli ultimi cinque anni la più generosa è stata Unipol, con uno yield medio del 7,38%. Secondo gradino del podio per Banca Mediolanum al 7,18%, mentre la medaglia di bronzo va a Intesa Sanpaolo, al 6,68%. Chiudono la top 5 Poste Italiane (6,23%) ed Eni (6,21%). A livello di dividendi pagati, apre invece la graduatoria Enel, con 5 miliardi medi staccati negli ultimi cinque anni. Seguono Intesa con 4,2 miliardi, Stellantis (4), Eni (3) e Unicredit (2,4).
Tornando all’Europa, sottolinea il senior portfolio manager dividends Grant Cheng, «per il 2026 si osserva una tendenza al ribasso dei dividendi distribuiti nel segmento dei beni di consumo discrezionali, che comprende tra gli altri i settori automobilistico e dei beni di lusso, con un calo dovuto ai minori utili registrati nel 2025». Il money manager si aspetta invece «che i dividendi continuino ad aumentare nel settore finanziario, destinato a rimanere il settore che distribuisce più dividendi anche oltre l’anno in corso».
Per quanto riguarda il ruolo in portafoglio, AllianzGI mostra come «i dividendi costituiscano una parte significativa, e spesso ancora sottovalutata, del rendimento totale di un investimento azionario e sono ideali per generare un reddito aggiuntivo» . Negli ultimi 40 anni, si legge nel report, quasi il 39% del rendimento totale annualizzato degli investimenti azionari con riferimento all’indice Msci Europe è stato determinato dal contributo dei dividendi alla performance. (riproduzione riservata)