Directa Sim festeggia i conti del 2025, chiuso con un utile netto di 12,6 milioni di euro (in crescita annua dell’11,5%) raddoppiando il dividendo per azione da 30 a 60 centesimi. Il che, alle quotazioni di chiusura di mercoledì 25 marzo, implica un rendimento da cedola di oltre il 10%. La borsa apprezza fin da subito i numeri di bilancio della società: alle 16 di giovedì 26 marzo il titolo cresce del 15% sopra i 6,2 euro per azione.
Per la società di brokerage e intermediazione mobiliare piemontese, guidata dal presidente Massimo Segre e dall’amministratore delegato Andrea Busi, l’anno si è chiuso con oltre 137 mila conti attivi (+31%), e un valore degli asset dei clienti arrivato a 9,7 miliardi (+47%).
Anche il 2026 sembrerebbe essere partito con il piede giusto per Directa. La Sim ha infatti già superato i 150 mila clienti, mentre il numero di ordini eseguiti ha superato nei primi due mesi quota 1,2 milioni, con una crescita in particolare del mercato domestico, più elevato del 30% rispetto ai primi due mesi del 2025.
Secondo il report periodico di Amf Italia (ex Assosim), nel 2025 la quota di mercato sull’azionario italiano (Euronext Milan Domestic) per l’operatività in conto terzi si è attestata al 4,59%, in leggero calo rispetto al 4,68% del 2024. Directa ha tuttavia migliorato la propria posizione nella classifica generale degli intermediari aderenti ad Amf Italia, salendo dal sesto al quinto posto.
Inoltre, secondo il report Tolis di Borsa Italiana la quota di mercato complessiva di Directa tra gli operatori del trading online nel Paese è cresciuta dal 13,9% del 2024 al 14,8% del 2025.
Forti di questo posizionamento nel mercato, le commissioni nette sono aumentate del 24,8% arrivando a 20,6 milioni. «L’ulteriore incremento della clientela e i progetti avviati e sviluppati in corso d’anno per il rafforzamento e il supporto delle numerose attività, contribuiranno a sostenere una crescita continua per tutto il corso dell’anno 2026», comunicata Directa in una nota.
«Directa acquisisce una nuova clientela di investitori e non di speculatori, con un approccio di medio-lungo periodo, più prudenti e che preferiscono strumenti come gli Etf, anche con la formula dei pac», ha detto l’ad Busi nel corso della call con la stampa successiva ai conti. «Siamo attrezzati per gestire i momenti di alta volatilità in cui l’eseguito si alza e i ricavi crescono, ma anche quelli di minore volatilità quando i ricavi possono scendere».
Gli ha fatto eco il direttore commerciale, Stefano D’Orazio: «Abbiamo iniziato un percorso di trasformazione digitale non solo per accelerare e migliorare l’accesso ai mercati, ma anche per fare evolvere Directa verso un modello in cui il cliente verrà accompagnato dal primo momento ma in modo dinamico, soltanto sugli strumenti e le soluzioni di suo interesse in base alla sua operatività». (riproduzione riservata)