????I titoli del comparto della difesa sono crollati mercoledì 24 giugno, dopo la decisione della Germania di abbandonare il programma per la costruzione di sei nuove fregate, alimentando i timori degli investitori che il previsto boom dei contratti militari legato all’aumento della spesa pubblica possa non concretizzarsi pienamente.
Il ministero della Difesa tedesco ha confermato la decisione di interrompere il programma delle fregate F-126, motivandola con forti ritardi e costi imprevisti che hanno superato il budget. Berlino non procederà quindi con la costruzione delle sei unità, un progetto dal valore di diversi miliardi di euro che sarebbe stato il più grande appalto navale della Germania dalla Seconda guerra mondiale. Al suo posto, secondo quanto riportato dal Der Spiegel, il governo sta valutando l’acquisto di otto fregate più piccole (classe Meko A200) prodotte dal gruppo tedesco Thyssenkrupp Marine Systems.
La decisione arriva dopo mesi di debolezza del settore della difesa europeo, con gli investitori sempre più cauti nel valutare quanto degli annunciati incrementi della spesa militare da parte dei governi si tradurrà effettivamente in nuovi ordini. A pesare sul sentiment contribuiscono anche le aspettative di una possibile de-escalation dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente.
Lo stop al programma F126 rappresenta inoltre un duro colpo per le ambizioni militari della Germania, che si è posta l’obiettivo di disporre entro il 2039 del «più forte esercito convenzionale d’Europa». Parallelamente, Berlino continua a lavorare al rafforzamento della propria industria della difesa e prevede di acquisire una quota del 40% del costruttore di carri armati Knds, in vista della sua futura quotazione in Borsa.
Le conseguenze si sono riflesse immediatamente sui titoli azionari. Rheinmetall, tra i principali beneficiari della crescita della spesa militare tedesca, ha perso fino al 15% nelle contrattazioni mattutine. L’azienda era considerata la candidata a diventare capocommessa del programma F126, con un contratto potenziale fino a 12,8 miliardi di euro, in attesa del via libera della commissione Bilancio del Bundestag.
n calo anche gli altri titoli europei della difesa: alle 12 circa Hensoldt cedeva il 2,9%, Renk il 4%, la svedese Saab il 2,6%, l’italiana Leonardo il 4,5% e la britannica Bae Systems l'1,6%. L’indice paneuropeo Stoxx Europe 600 segava un calo dello 0,1%. (riproduzione riservata)