Bruxelles alza il livello di guardia sui cieli europei. La Commissione europea ha presentato mercoledì 11 febbraio un piano d’azione contro le minacce create dai droni, rispondendo a una pressione crescente da parte degli Stati membri e del Parlamento per un approccio unitario su un fronte che intreccia sicurezza interna, difesa e industria.
Negli ultimi anni l’Unione ha registrato sorvoli ostili, violazioni dello spazio aereo, blocchi aeroportuali e rischi per infrastrutture critiche e spazi pubblici, in un contesto segnato dalla guerra in Ucraina e dall’uso sempre più massiccio di droni – anche in sciami – come strumenti di guerra ibrida. «Abbiamo imparato che tutto può essere trasformato in arma», ha detto la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, presentando il piano insieme ad altri due commissari, a sottolineare un approccio trasversale e non “a silos”.
Il cuore dell’iniziativa è un pacchetto coordinato di misure civili e civili-militari, che punta a rafforzare la preparazione degli Stati, migliorare il rilevamento delle minacce, coordinare le risposte e sostenere la prontezza europea anche sul versante industriale. Non solo sicurezza, dunque, ma anche politica industriale: il piano mira a costruire un mercato europeo competitivo dei droni e dei sistemi anti-drone, liberando potenziale di innovazione, crescita e occupazione.
Sul fronte delle risorse, Bruxelles mette sul tavolo 400 milioni di euro per sostenere gli Stati membri: 150 milioni saranno destinati a droni e tecnologie di sorveglianza aerea – a beneficio sia dei singoli Paesi sia delle operazioni congiunte di Frontex – mentre 250 milioni serviranno a finanziare l’acquisto di sistemi anti-drone e droni da parte degli Stati. Fondi che si affiancano agli strumenti già esistenti (Horizon Europe, Fondo europeo per la difesa, gestione delle frontiere e visti), con l’obiettivo di accelerare la diffusione di tecnologie operative.
Uno dei pilastri del piano è il rafforzamento della base industriale europea. La Commissione lancerà una mappatura industriale civile-militare per attrarre investimenti e migliorare interoperabilità, istituirà un forum industriale su droni e contro-droni e lavorerà a un centro europeo di eccellenza anti-drone, atteso nel 2027, per test, certificare e accelerare la produzione. In parallelo arriverà un pacchetto sulla sicurezza dei droni civili, con nuove regole, una valutazione coordinata dei rischi sulle catene di approvvigionamento e un’etichetta “EU Trusted Drone” per identificare le apparecchiature considerate sicure.
Sul piano tecnologico, Bruxelles scommette sul 5G come infrastruttura chiave per il rilevamento. Le reti di nuova generazione, integrate con sensori, radar distribuiti e software di intelligenza artificiale, dovrebbero consentire un tracciamento in tempo reale degli oggetti volanti, anche non cooperativi. La Commissione lancerà un invito a manifestare interesse per test dal vivo e progetti pilota con Stati membri e industria. L’obiettivo è arrivare a sistemi europei di visualizzazione unica dello spazio aereo, capaci di distinguere rapidamente tra droni legittimi e minacce.
Non manca la dimensione operativa. Bruxelles valuterà la creazione di team europei di pronto intervento anti-drone, esercitazioni annuali su larga scala e appalti congiunti per aumentare velocità ed economie di scala. È prevista anche una piattaforma europea sugli incidenti legati ai droni, dopo che – è stato ricordato in conferenza stampa – un grande operatore austriaco ha contato oltre 1.300 sorvoli in un solo mese.
La cooperazione con l’Ucraina è indicata come centrale, così come il coordinamento con la Nato e con i partner che condividono le stesse preoccupazioni sulla sicurezza. Il piano si inserisce nella tabella di marcia Defence Readiness 2030 e prepara il terreno per una futura iniziativa europea di difesa dai droni e per il progetto Eastern Flank Watch, pensato per rafforzare il fianco orientale dell’Unione. Le prossime tappe prevedono un confronto stretto con gli Stati membri, la nomina di coordinatori nazionali per la sicurezza dei droni e un aggiornamento della strategia europea sui droni 2.0 entro l’anno. (riproduzione riservata)