La Commissione europea apre una seconda tornata di finanziamenti nell’ambito di Safe, lo strumento comunitario che mette a disposizione degli Stati membri fino a 150 miliardi di euro di prestiti a lunga scadenza per rafforzare le capacità militari e l’industria della difesa europea. La nuova tranche ammonta a 21,3 miliardi e sarà accessibile a tutti i Paesi dell’Unione, con l’obiettivo di accelerare gli investimenti nella sicurezza e consolidare il sostegno all’Ucraina.
Come per la prima tornata, gli Stati membri dovranno comunicare gli importi che intendono richiedere. Una volta chiusa la fase di presentazione delle domande, la Commissione europea indicherà le assegnazioni provvisorie entro due settimane. Più stringenti, però, saranno le regole di utilizzo. Le risorse potranno essere impiegate in base alle priorità nazionali, ma Bruxelles invita i governi a rafforzare anche la cooperazione con Kiev, includendo acquisti congiunti con l’Ucraina nei piani di investimento. Tra le priorità indicate dalla Commissione figurano le esigenze più urgenti delle forze armate ucraine e dei Paesi membri: sistemi di difesa aerea e antimissilistica, droni e tecnologie per contrastarli, munizioni e missili.
La nuova tornata si inserisce nel programma Safe, adottato nel maggio 2025 e parte del piano europeo Readiness 2030. Lo strumento punta a sostenere gli investimenti nella difesa attraverso prestiti a lunga scadenza, favorendo gli acquisti comuni e una maggiore integrazione della base industriale militare europea.
Nel novembre 2025 gli Stati membri hanno trasmesso alla Commissione i propri piani per l’industria della difesa. Finora, l’Ue ha approvato gli accordi di prestito per tutti i 19 Stati membri che hanno scelto di partecipare al programma: le erogazioni hanno raggiunto quasi 13,5 miliardi di euro, distribuiti tra 11 Paesi che avevano richiesto un prefinanziamento. La nuova tranche punta ora a dare ulteriore impulso agli investimenti e alla cooperazione europea, in una fase in cui il rafforzamento delle capacità militari e il sostegno all’Ucraina restano priorità strategiche per Bruxelles. (riproduzione riservata)