Germania e Francia si preparano a detenere quote paritarie in Knds nv, una delle più importanti aziende europee della difesa, mentre il gruppo prepara la quotazione. I due Paesi hanno concordato lunedì una strategia per la governance del produttore di carri armati, secondo quanto dichiarato congiuntamente dai rispettivi governi.
La decisione arriva dopo l’uscita di rumors secondo cui il governo del cancelliere tedesco Friedrich Merz aveva raggiunto nel fine settimana un accordo per rilevare il 40% dagli attuali proprietari dell’azienda. L’operazione attribuirebbe a Knds una valutazione compresa tra 15 e 18 miliardi di euro, scrive Bloomberg. Secondo il comunicato, l’accordo resta comunque subordinato all’approvazione del Parlamento.
L’intesa apre la strada alla quotazione di Knds, realtà con sede ad Amsterdam, in quella che potrebbe diventare una delle più grandi ipo europee degli ultimi anni, consentendo al gruppo di presentarsi sul mercato come una società della difesa paneuropea. Attualmente lo Stato francese detiene il 50% del capitale.
Le trattative tra la Germania e Wegmann & Co., la holding che rappresenta le famiglie proprietarie di Knds, avevano incontrato qualche ostacolo in passato sulla valutazione dell’azienda, dopo che il forte rialzo dei titoli europei della difesa si poi attenuato. All’interno del governo tedesco vi erano inoltre divergenze sulla dimensione dell’investimento, con alcuni favorevoli a una partecipazione più contenuta, pari al 30%.
Su Euronext Amsterdam si è quotato a inizio 2026 un altro gruppo della difesa, Csg, produttore di munizioni e armamenti. Il titolo ha perso il 57% da allora a 13,98 euro per 14 miliardi circa di capitalizzazione.
Knds fornisce agli eserciti carri armati da combattimento, veicoli blindati per il trasporto truppe, ponti mobili trasportabili e veicoli robotizzati. Produce inoltre munizioni pesanti destinate ai propri mezzi militari. Tra i principali concorrenti figura Rheinmetall.
Nel 2025 i ricavi di Knds sono aumentati del 16%, raggiungendo 4,4 miliardi di euro. Il portafoglio ordini è salito a 33,1 miliardi di euro alla fine dello scorso anno, rispetto ai 23,5 miliardi registrati dodici mesi prima. (riproduzione riservata)