Difesa, l’asse Parigi-Berlino è in crisi: il caccia europeo di sesta generazione rischia il fallimento
Difesa, l’asse Parigi-Berlino è in crisi: il caccia europeo di sesta generazione rischia il fallimento
Secondo quanto riportato da Politico, il programma è di fatto bloccato, anche se ufficialmente nessuno lo ammette. La vicenda avrebbe un peso politico rilevante soprattutto per il presidente francese Emmanuel Macron, che aveva lanciato l’iniziativa nel 2017 insieme all’allora cancelliera tedesca Angela Merkel 

di Anna Di Rocco 09/02/2026 19:19

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Non solo politicamente: Francia e Germania sono ai ferri corti anche dal punto di vista industriale (e militare). Il progetto con cui Francia, Germania e Spagna puntano a costruire un aereo da combattimento di sesta generazione, è sempre più vicino al fallimento, travolto da scontri e tensioni tra Parigi e Berlino. 

Secondo quanto riportato da Politico, il programma è di fatto bloccato, anche se ufficialmente nessuno lo ammette. La vicenda avrebbe un peso politico rilevante soprattutto per il presidente francese Emmanuel Macron, che aveva lanciato l’iniziativa nel 2017 insieme all’allora cancelliera tedesca Angela Merkel come simbolo dell’autonomia strategica europea.

I dissapori tra Airbus e Dassault Aviation

Il progetto, noto come Future Combat Air System (Fcas), dovrebbe sostituire nei prossimi decenni gli attuali caccia Rafale francesi ed Eurofighter tedeschi e spagnoli. Ma da quasi un anno è paralizzato da un duro scontro tra i principali gruppi industriali coinvolti. Il nodo è il caccia con pilota, cuore del sistema. Qui si concentrano le tensioni tra Dassault Aviation, campione nazionale francese, e Airbus, che rappresenta soprattutto gli interessi tedeschi.

In gioco ci sono leadership industriale, controllo delle tecnologie più sensibili e ripartizione dei lavori. Dassault chiede un ruolo dominante nello sviluppo del velivolo, senza che finora si sia trovato un compromesso. Francia e Germania avevano fissato una scadenza, il 17 dicembre scorso, per superare lo stallo. Ma il termine è passato senza accordo.

Dietro le quinte, il clima si è ulteriormente deteriorato. Secondo fonti governative e industriali tedesche, il cancelliere Friedrich Merz starebbe valutando opzioni drastiche: dalla separazione del programma in due progetti nazionali distinti fino a un’uscita completa della Germania dall’iniziativa. Merz avrebbe già fatto arrivare questo messaggio a Parigi tramite emissari, ma a Berlino si cerca ancora il modo di gestire politicamente una scelta che avrebbe un forte impatto europeo.

Il contesto europeo, l’avvicinamento Merz-Meloni

La crisi del progetto arriva in un momento delicato, mentre l’Unione europea accelera sul riarmo. Non a caso, le difficoltà del caccia franco-tedesco hanno riportato l’attenzione sul programma concorrente, il Global Combat Air Programme, guidato da Italia, Regno Unito e Giappone.

Secondo fonti europee della difesa citate da Politico, Berlino avrebbe sondato in modo riservato cosa comporterebbe un suo eventuale ingresso nel progetto alternativo. Durante il vertice intergovernativo italo-tedesco si sono rincorsi diversi rumors in merito al fatto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe mostrato apertura all’ipotesi

Le indiscrezioni sull’interesse tedesco per il programma rivale hanno allarmato Parigi. Secondo Le Parisien, Macron avrebbe scritto direttamente a Merz per chiedere chiarimenti. I due leader potrebbero affrontare il dossier a margine del Consiglio europeo informale di questa settimana, in programma per giovedì 12 febbraio. Da Berlino, intanto, filtra una linea prudente: anche in caso di rottura sul caccia, la Germania vorrebbe salvare alcune componenti comuni, come i sistemi digitali e il cosiddetto combat cloud. Ma senza un accordo sul velivolo, il progetto rischia di trasformarsi nell’ennesimo simbolo delle divisioni europee in difesa. (riproduzione riservata)