«In un momento drammatico come questo la mancanza di volontà di condividere le tecnologie tra gli alleati non ha alcuna logica, né politica né storica né culturale. È una follia, un favore a chi non è dalla nostra parte». È un appello all’unità quello che il ministro della Difesa Guido Crosetto lancia a margine della consegna all’Esercito Italiano dei primi carri armati Lynx, frutto della joint venture Leonardo-Rheinmetall Military Vehicles. Parlando a margine con un numero ristretto di giornali, tra i quali MF-Milano Finanza, Crosetto parte proprio dall’esempio del veicolo blindato italo-tedesco per ribadire la necessità di accelerare verso un traguardo ulteriore. «Quello di oggi (martedì 27 gennaio, ndr) è un primo passo, questi carri armati sono arrivati velocemente, tre mesi dopo la firma del contratto. Ma ora vogliamo spingere per un requisito unico, per un carro armato europeo».
Il tema è lo stesso anche per il caccia di nuova generazione, dopo che il progetto Eurofighter non ha mantenuto le promesse. Leonardo fa parte del consorzio Gcap che sviluppa il caccia Tempest, con gli inglesi di Bae Systems e i giapponesi di Jaiec.
E qui il ministro va ancora più diretto. «Ho chiesto espressamente all’industria italiana (Leonardo, ndr) di condividere tutto con gli inglesi e anche con i giapponesi. Non cambio idea se non stanno facendo altrettanto: l’Italia dà l’esempio e ci aspettiamo che cosi anche gli altri poi agiscano allo stesso modo».
Crosetto conferma anche l’arrivo dei primi fondi Safe, tra questo e il prossimo anno. Si tratta di circa 15 miliardi di euro. «L’Italia sa già come impiegarli, la lista della spesa è pronta. Dobbiamo recuperare un gap di 20 anni».
Il carro Lynx intanto, come sottolineano i vertici delle Forze Armate, mette l’Esercito Italiano in linea con le tecnologie più avanzate (come per i sistemi anti-missile) dopo una lunga attesa. Presto in retrofit le torrette realizzate da Leonardo verranno installate sui quattro carri consegnati più il quinto in arrivo, di fabbricazione Rheinmetall. Sono l’avanguardia dei 21 oggetto del contratto firmato a fine 2025. I blindati successivi arriveranno invece già nell’assetto italo-tedesco.
«L’alleanza con Rheinmetall», commenta l’ad di Leonardo Roberto Cingolani, «è un punto di riferimento per il rafforzamento della difesa nazionale e lo sviluppo di una base industriale ed europea, solida, integrata e competitiva». A margine Cingolani spiega anche di non essere preoccupato di una competizione europea sui satelliti, settore nel quale Leonardo è impegnato nell’avvio della jv Bromo con Airbus e Thales. «È un bene se altri gruppi europei producono satelliti, la domanda è altissima e sarà sempre superiore all’offerta». (riproduzione riservata)