Difesa, Crosetto: senza sicurezza non esistono crescita economica, investimenti e diritti sociali
Difesa, Crosetto: senza sicurezza non esistono crescita economica, investimenti e diritti sociali
Il ministro Tajani ha annunciato che Roma ospiterà il prossimo 28-29 luglio una riunione dell'Alleanza Globale per la soluzione a due Stati con l’obiettivo di porre fine al conflitto israelo-palestinese

di Silvia Valente 22/07/2026 11:43

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L’Italia ha confermato il suo impegno ad arrivare a spendere il 5% del pil nel prossimo decennio, «nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e naturalmente delle prerogative del Parlamento», ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in audizione nelle commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e del Senato sull'esito del summit della Nato di Ankara.

Si tratta di una «una scelta di responsabilità nazionale prima ancora che un impegno preso in ambito Nato», ha aggiunto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, visto che «senza sicurezza non esistono crescita economica, investimenti, diritti sociali e benessere duraturo».

Nella due giorni in Turchia sono stati annunciati accordi industriali tra alleati per più di 50 miliardi di dollari e l'Italia «parteciperà a molti di questi progetti, con effetti positivi su tutto il comparto industriale dei grandi gruppi, delle piccole e medie imprese», ha detto il ministro Tajani. Anche perché «abbiamo una grande industria della sicurezza, con competenze di assoluta eccellenza, e le nostre imprese hanno tutte le carte in regola per contribuire a rafforzare la sicurezza del nostro Paese e dell'intera Alleanza atlantica».

Il ministro Crosetto ha invece voluto precisare che «investire nel settore della difesa non significa sottrarre risorse alla vita sociale e civile». Anzi, investire in difesa significa «generare cadute in know-how industriali e occupazionali, rafforzare imprese pubbliche e private, centri di ricerca, università, territori, produrre crescita tecnologica e innovazione, ben oltre il comparto della difesa. Investire in difesa non significa sottrarre risorse alla vita sociale e civile».
 

Tornando sui risultati del vertice (della Nato) di Ankara, Tajani ha ricordato che ha raggiunto il suo principale obiettivo politico: riaffermare l'unità e la coesione dell'Alleanza Atlantica. Anche perché «l'Europa non può fare a meno degli Stati Uniti, ma anche gli Stati Uniti hanno bisogno di un'Unione europea che sia più consapevole della propria forza e della propria importanza».

E l’Italia? Già oggi primeggia tra i contributori dell'Alleanza in termini di forze impiegate nelle operazioni delle missioni Nato, con circa 2900 militari schierati insieme a forze terrestri, navali, aeree, infrastrutture strategiche e capacità ad alta prontezza, ha riportato Crosetto. Parallelamente, di fronte all'evoluzione del quadro strategico e alla progressiva redistribuzione delle responsabilità all'interno dell'Alleanza, «l'Italia ha rafforzato di più il proprio contributo operativo. Impegni per la missione di Air Policing in Romania, una batteria Samp/T in Turchia, sette aerei destinati all'High Ready Reaction Force del 2027, capacità navali, supporto logistico, intelligence». Ancora, «il nostro Paese è infatti fra i pochi in grado di esprimere capacità credibili in tutti i domini operativi - prosegue - terrestre, navale, aereo, spaziale, cibernetico. Un aspetto che ci rende un autentico fornitore di sicurezza a tutto tondo per l'Alleanza».

I prossimi incontri a Roma

La capitale italiana sarà protagonista di diversi incontri internazionali, ha anticipato il ministro Tajani.

Il ministero degli Esteri italiano, insieme al suo omologo saudita, presiederà il prossimo 28-29 luglio una riunione dell'Alleanza Globale per la soluzione a due Stati per porre fine al conflitto israelo-palestinese.

E pochi giorni dopo, il 4 agosto, Roma ospiterà «una nuova sessione di dialogo» dei negoziati in corso tra Israele e Libano, con la mediazione degli Stati Uniti. Laddove, ricorda Tajani, la prima tornata di colloqui tenuta a Roma a metà mese «ha permesso di fare importanti passi in avanti nella definizione delle prime zone pilota» previste dall'accordo quadro firmato a Washington lo scorso giugno, e «l'avvicendamento con le Forze Armate libanesi». Per il ministro, la nuova sessione di colloqui a Roma è «frutto di una paziente azione di politica estera che costruisce ponti e non erige mai muri».

A novembre «intendo ospitare a Roma la prima riunione del Gruppo degli Amici del Golfo con i ministri del Commercio della regione. Una grande iniziativa che ho voluto lanciare proprio per rafforzare l'export delle nostre imprese, le relazioni commerciali e gli investimenti con quei Paesi». (riproduzione riservata)