Alle elezioni di domenica 20, Die Linke ha conquistato il 25,7% dei voti a Berlino, superando la Cdu della sindaca uscente Kai Wegner, che è crollata al 18,8%. Grazie a questo risultato, la candidata sindaca di Die Linke, Elif Eralp, si prepara a guidare le trattative per formare il prossimo governo della capitale.
Uno dei punti controversi, ma apprezzati dagli elettori, del programma di Die Linke, riguarda gli espropri immobiliari. Si tratta di una misura mirata che il partito definisce tecnicamente «socializzazione», basandosi sull'Articolo 15 della Costituzione tedesca.
L'esproprio non colpisce i piccoli proprietari o i privati, ma esclusivamente i grandi gruppi immobiliari quotati in borsa (come Vonovia e Deutsche Wohnen) che possiedono più di 3.000 appartamenti. Il piano mira a espropriare circa 220.000 - 250.000 appartamenti a Berlino per trasferirli sotto il controllo di enti pubblici o forme di proprietà collettiva. L’obiettivo è sottrarre le case alla speculazione finanziaria per garantire affitti permanentemente bassi e calmierati, tutelando le fasce della popolazione più colpite dal carovita. (riproduzione riservata)