Diasorin archivia il 2025 con ricavi che sfiorano 1,2 miliardi di euro (+1%). Scende invece l’utile netto, pari a 150 milioni nell’ultimo anno fiscale (-20% rispetto al 2024). Per i soci in arrivo un dividendo di 1,3 euro per azione.
La società di diagnostica chiude l’esercizio 2025 con un fatturato di 1,195 miliardi di euro, penalizzato da un effetto cambio negativo per 34 milioni che riduce la crescita dal 4% a cambi costanti all’1% a cambi correnti. Al netto del business legato al Covid, ridotto a 13 milioni (-52%), la crescita raggiunge il 5%, in linea con le attese del gruppo.
La maggior parte delle vendite è riconducibile all’immunodiagnostica, con 824 milioni di ricavi nel 2025, mentre la diagnostica molecolare pesa per 206 milioni.
La redditività operativa migliora con un ebitda margin pari al 33% (dal 31% del 2024) e un ebitda adjusted di 394 milioni, in aumento del 4% a tassi costanti e stabile rispetto all’anno precedente a cambi correnti. Infine, l’utile netto adjusted mostra una flessione del 6%, a 223 milioni, sempre per un effetto cambio sfavorevole. Il dato non rettificato segnala un calo più profondo, pari al 20%.
L’indebitamento netto è di 580 milioni (a fronte di 618 milioni al 31 dicembre 2024), mentre il free cash flow a fine 2025 è di 209 milioni, in diminuzione dai 241 milioni dell’anno precedente.
A livello geografico Diasorin registra una performance «estremamente solida» in Nord America, come sottolinea l’amministratore delegato Carlo Rosa durante la call sui risultati con gli analisti. L’Europa procede con una crescita «mid single digit», mentre in Cina l’andamento è «molto negativo» con «una perdita di 8 milioni di ricavi» nel 2025.
In Cina «la politica Vbp (Value-Based Purchasing, focalizzata sull’acquisto centralizzato di farmaci e dispositivi medici per ridurre i costi, ndr) è ora adottata in tutte le province», spiega Rosa. «Per questo motivo, e perché non vediamo spazio per un assortimento di prodotti non specializzati in Cina, abbiamo deciso di chiudere il nostro stabilimento di produzione a Shanghai e di interrompere il progetto di produzione locale».
Diasorin sta ultimando anche la dismissione delle attività industriali presso lo stabilimento di Dietzenbach in Germania.
In tema di remunerazione degli azionisti, il consiglio di amministrazione ha proposto un dividendo di 1,3 euro per azione, in crescita dell’8,3% rispetto al 2024, e ha confermato l’avvio di un programma di riacquisto azioni proprie fino a un massimo di 250 milioni.
Guardando avanti, per il 2026 Diasorin prevede ricavi in aumento tra il 5% e il 6% a tassi di cambio costanti e un ebitda margin adjusted tra il 32% e il 33%. (riproduzione riservata)