Diasorin, ecco perché gli analisti non credono alle voci di takeover
Diasorin, ecco perché gli analisti non credono alle voci di takeover
L’azione storna dopo la fiammata (+7%) della vigilia in scia alle voci raccolte dal sito Betaville secondo cui la società avrebbe attirato l’interesse per una potenziale offerta di acquisizione. Ipotesi smantellata dagli analisti

di Francesca Gerosa 05/06/2026 11:50

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Il titolo Diasorin storna a Piazza Affari (-0,64% a 71,64 euro il 5 giugno) dopo la fiammata (+7%) della vigilia in scia alle voci raccolte dal sito britannico Betaville secondo le quali la società di diagnostica guidata da Carlo Rosa avrebbe attirato l’interesse per una potenziale offerta di acquisizione. L’identità del possibile offerente non è nota.

Gli analisti non credono alle voci di takeover

A detta di Equita il rumor riportato da Betaville è «poco circostanziato», soprattutto se confrontato con altre indiscrezioni pubblicate in passato dallo stesso sito anche sul settore della diagnostica, ad esempio, in occasione delle speculazioni relative a Qiagen erano stati forniti maggiori dettagli sui potenziali acquirenti coinvolti. La stessa Betaville ha catalogato la notizia come «market gossip» non verificata dalle fonti tipicamente usate dal sito e riportata come è stata ricevuta.

«Pur non escludendo che Diasorin possa rappresentare un asset di interesse per altri operatori del settore, riteniamo che un'eventuale operazione richiederebbe il supporto della famiglia Denegri con la sua holding Finde, del ceo del gruppo, Carlo Rosa, e del chief commercial officer, Even Chen, che detengono complessivamente il 64% circa del capitale dell’azienda (oltre l'80% dei diritti di voto). 

«Questo implica che qualsiasi possibile operazione di M&A su Diasorin dovrebbe essere concordata con loro», sostiene Mediobanca Research. Tuttavia, precisa Equita, gli azionisti di riferimento di Diasorin ci sono sembrati pienamente impegnati nello sviluppo della società.

Più più incline a considerare l’ipotesi Intermonte: «queste indiscrezioni potrebbero ravvivare l'appeal speculativo, in parte già scontato nel rally del 4 giugno e del giorno precedente. Tesi avvalorata dal fatto che il consenso è rimasto pressoché invariato dopo il Capital Markets Day del 20 maggio della società: segno che il recente apprezzamento è trainato più dalla speculazione che da una revisione delle stime».

In merito a un eventuale takeover Intermonte segnala due aspetti di rilievo. Se, da un lato, appunto, qualunque operazione dovrebbe essere avallata dai tre principali azionisti, che detengono la maggioranza della società, assetto che esclude di fatto scenari ostili, dall'altro, il settore della diagnostica mondiale è già in una fase di profondo consolidamento, con oltre metà del mercato controllata dai primi cinque player, Roche in primis, e la quota residua frammentata tra operatori minori.

«Quest’ultimi, per sopravvivere alla selezione darwiniana in atto e differenziarsi, dovranno verosimilmente incrementare gli investimenti in nuovi prodotti altamente specialistici, strategia confermata anche da Diasorin nell’ultimo Capital Markets Day con lo sviluppo di oltre 20 nuovi test specialistici entro il 2030», puntualizza Intermonte che, in assenza di conferme ufficiali e di indicazioni sul potenziale acquirente, mantiene un approccio prudente sul titolo che continua a trattare a premio sul settore: 17 volte il p/e 2027 contro le 16 del comparto.

Il titolo tratta a premio rispetto ai competitor

In effetti, nell’ultimo mese il titolo Diasorin ha sovraperformato sia bioMerieux (+19% a livello relativo) sia Qiagen (+8%) e tratta ora a 16,6x-14,6x il p/e adjusted 2026-227 e a 10,7x-9,4x l’ev/ebitda adjusted rispetto agli 8,5x-7,7x di bioMerieux, secondo Equita. Da qui la conferma da parte della sim del rating hold e del target price a 70 euro, lo stesso giudizio di Mediobanca Research (rating neutral e prezzo obiettivo a 74 euro) e Intermonte (neutral con un target price a 74 euro).

Anche il consenso Bloomberg non vede ulteriori margini di upside in borsa per l’azione visto che il target price medio è a 68,74 euro per azione (5 rating buy, 8 hold e 2 sell), un valore che implica un potenziale downside del 4% circa rispetto alla quotazione attuale. (riproduzione riservata)