Qiagen, azienda tedesca di test molecolari, sta valutando con alcuni advisor finanziari opzioni strategiche, compresa una possibile cessione, a fronte di un rinnovato interesse, per ora solo preliminare, da parte di potenziali acquirenti.
Qiagen ha avuto colloqui con diversi possibili acquirenti nelle ultime settimane, inclusi alcuni gruppi industriali statunitensi, secondo quanto ha riportato Bloomberg, citando alcune fonti che hanno chiesto di rimanere anonime.
Così il titolo Qiagen è balzato del 7% nelle prime contrattazioni alla borsa di Francoforte, raggiungendo il livello più alto da quasi un anno a 47,29 euro e portando il valore di mercato dell’azienda a 9,5 miliardi di euro. Poi si è sgonfiato un po’ (+2,90% a 45,38 euro).
Qiagen fornisce tecnologie e servizi per l’analisi dei materiali genetici a più di 500.000 clienti, inclusi laboratori clinici. L’azienda ha attirato l’interesse di compratori più volte negli ultimi anni, anche se le trattative non hanno mai portato a un accordo. E ora i colloqui sono ancora nelle fasi iniziali e non vi è certezza che l’ultima tornata si tradurrà in una vendita, hanno aggiunto le fonti.
Qiagen ha annunciato a novembre del 2025 che il ceo, Thierry Bernard, lascerà l’azienda non appena sarà trovato un successore. La sua uscita di scena rende il gruppo più appetibile per un deal. Qiagen aveva già suscitato un certo interesse poco dopo che il suo precedente ceo, Peer Schatz, aveva annunciato le dimissioni nell’ottobre 2019.
Infatti, Thermo Fisher Scientific aveva presentato un’offerta di acquisizione da 12 miliardi di dollari per l’azienda nel 2020, prima di abbandonarla quando l’opposizione di un investitore attivista ha portato l’offerta a non raggiungere i risultati previsti. L’anno successivo, Qiagen e la rivale francese BioMerieux avevano esplorato un possibile merger per integrare due dei principali fornitori europei di diagnostica medica.
Il valore delle operazioni riguardanti le aziende di life sciences e diagnostica ha raggiunto un nuovo massimo nel 2025, secondo i dati di Bloomberg. Ciò è stato possibile grazie a operazioni come l’acquisizione da 21 miliardi di dollari concordata da Abbott Laboratories della società di screening del cancro Exact Sciences e l’acquisto pianificato da Thermo Fisher della software house per sperimentazioni farmaceutiche Clario Holdings per 8,9 miliardi di dollari.
Mentre Qiagen ha di recente perso alcune opportunità di consolidamento nel settore, inclusa quella in cui Waters Corp. ha concordato a luglio di unirsi all’unità di bioscienze e diagnostica di Becton Dickinson & Co. in un deal valutato 17,5 miliardi di dollari.
La notizia non sorprende gli analisti di Equita, considerando che Qiagen è una pura public company e che, dopo l’opa fallita nel 2020 da parte di Thermo Fisher, il gruppo è stato più volte accostato a potenziali partner industriali tra cui BioMérieux, QuidelOrtho e Bio-Rad Laboratories. «Riteniamo che la notizia sia positiva per il settore nel suo complesso, in quanto conferma l’attrattività del business», affermano alla sim.
L’italiana Diasorin ha un’importante partnership con Qiagen sulla tecnologia QuantiFeron: il test per la tubercolosi latente contribuisce parecchio al fatturato (Equita stima un peso mid-to-high single digit sul 2025), mentre il test per la malattia di Lyme è attualmente sottoposto all’FDA Usa e in attesa di approvazione.
«A nostro avviso, eventuali riflessi per Diasorin dipenderanno dalla natura del potenziale offerente; in ogni caso, evidenziamo che il gruppo è tutelato da clausole contrattuali robuste e che l’eventuale sviluppo dei test su nuove piattaforme richiederebbe tempistiche lunghe», precisa Equita.
Anche Banca Akros non ritiene che una possibile vendita di Qiagen possa rappresentare un rischio particolare per la continuazione della partnership. Il test Quantiferon di Qiagen si articola in due fasi: la fase uno stimolazione del sangue tramite antigeni specifici è gestita interamente da Qiagen tramite la sua tecnologia; la fase due, quella di rilevazione, viene effettuata tramite la piattaforma immunodiagnostica automatizzata Liaison di Diasorin.
«La partnership tecnologica QuantiFeron si sta rivelando attualmente un solido pilastro di crescita per entrambe le aziende; infatti, stanno lanciando una nuova generazione del test Liaison QuantiFeron-TB Gold Plus II negli Stati Uniti. Questo nuovo prodotto è protetto da clausole contrattuali tra i partner e con i clienti per un periodo di diversi anni», precisa Banca Akros. «In ogni caso, poiché tutti i clienti Qiagen utilizzano le piattaforme Diasorin, sarebbe estremamente costoso e controproducente per Qiagen sviluppare il test per piattaforme concorrenti verso le quali i clienti potrebbero trasferirsi».
Data l’importanza della tecnologia QuantiFeron per i ricavi di Qiagen (le vendite di QuantiFeron rappresentano oltre il 20% dei ricavi dell’azienda), «riteniamo che un potenziale acquirente avrebbe un forte interesse a continuare la partnership con Diasorin; tuttavia, se non ci fosse interesse a mantenere la tecnologia QuantiFeron, l’attività potrebbe essere acquisita da Diasorin o, come dichiarato in precedenza dal management, l’azienda potrebbe sviluppare internamente la tecnologia, come hanno fatto altri operatori entrati nel mercato».
Con Qiagen che tratta a 21,1-20,7x il p/e adjusted 2026-2027 contro una media storica di 22x e Diasorin che scambia a 16,3x-14,1x (media storica di 25x) il rating di Equita sul titolo (+1,6% a 75,6 euro in borsa) del gruppo italiano resta buy con un target price a 96 euro. Accumulate quello di Banca Akros con un prezzo obiettivo a 90 euro in attesa dei risultati dell’esercizio 2025, previsti il 20 marzo.
Da un lato, indica Intermonte, il rinnovato interesse per Qiagen potrebbe sostenere la visibilità sui multipli correnti e riaccendere l’appeal speculativo sul settore della diagnostica. Dall’altro lato, il capitale di Diasorin non è oggi contendibile senza un accordo con i tre principali azionisti che controllano complessivamente il 73% dei diritti di voto (in particolare la famiglia Denegri con il 57%), e non ci sono indicazioni su un loro possibile disimpegno futuro.
Sul piano industriale e strategico, visto che Diasorin è partner di Qiagen per la commercializzazione del Quantiferon, un eventuale cambio di controllo del gruppo tedesco dovrà, quindi, essere valutato in termini di possibili impatti sugli accordi commerciali in essere con la società italiana.
«Ricordiamo che il Quantiferon dovrebbe generare circa 500 milioni di euro di fatturato per Qiagen nel 2026, il 27% del fatturato, e 600 milioni di euro nel 2028, il 30% del fatturato», precisa Intermonte (neutral e target price a 82 euro su Diasorin).
«Sebbene i dettagli economici dell’accordo non siano mai stati resi noti, per Diasorin stimiamo un fatturato annuo di circa 100 milioni, l’8% dei ricavi del gruppo, con un impatto diluitivo sul margine per via delle royalties pagate a Qiagen». (riproduzione riservata)