Deutsche Telekom studia mega fusione con T Mobile Usa: diventerebbe il primo operatore di tlc al mondo
Deutsche Telekom studia mega fusione con T Mobile Usa: diventerebbe il primo operatore di tlc al mondo
Il piano allo studio è la creazione di una holding che lanci un’offerta sia su Deutsche Telekom che su T Mobile. Ecco perché il gruppo tedesco mira alla fusione nonostante abbia già il 53% delle quote

di Elena Dal Maso 22/04/2026 09:15

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Deutsche Telekom sta valutando una fusione completa con la controllata americana T-Mobile, sarebbe la più grande operazione di M&A mai realizzata su titoli quotati. Lo scrive Bloomberg, secondo cui la potenziale fusione darebbe vita al maggiore operatore di telefonia mobile al mondo per capitalizzazione di mercato, superando China Mobile, valutata a 235 miliardi di dollari.

Deutsche Telekom è già il principale azionista di T-Mobile, con una quota del 53%. Il gruppo tedesco starebbe discutendo la creazione di una nuova holding che lancerebbe un’offerta (pare un’ops) sia su Deutsche Telekom sia su T-Mobile Usa.

L’operazione porterebbe alla nascita di un unico gruppo semplificato che controllerebbe entrambe le attività e sarebbe posseduto dagli attuali azionisti. La nuova realtà potrebbe poi puntare a una quotazione negli Stati Uniti e in una delle principali borse europee, ma i dettagli sono ancora in fase di definizione.

La ratio dell’operazione

Le discussioni sono ancora in fase preliminare, bisogna anche ricordare che le due società hanno valutato a più riprese negli anni un’integrazione completa che ad oggi non si è concretizzata. Le azioni Deutsche Telekom scambiano a multipli inferiori rispetto a T-Mobile, che contribuisce alla maggior parte degli utili del gruppo. Una fusione potrebbe ridurre lo sconto e rafforzare il nuovo gruppo, anche in vista di possibili acquisizioni. 

Negli ultimi dodici mesi T-Mobile ha perso il 23% circa, mentre Deutsche Telekom è scesa del 10%.  Il gruppo tedesco è entrato nel mercato Usa nel 2001, quando l’allora ceo Ron Sommer acquisì VoiceStream Wireless — poi rinominata T-Mobile Usa — in un’operazione all’epoca criticata per il prezzo elevato.

Ostacoli all’operazione

Fra gli ostacoli da mettere in conto in questo possibile mega deal vi sono il via libera di Berlino e Washington. Il governo tedesco e la banca pubblica KfW detengono complessivamente il 28% di Deutsche Telekom. Per ottenere l’approvazione, le società potrebbero essere chiamate a garantire il mantenimento di una presenza rilevante in Germania e impegnarsi in investimenti significativi negli Stati Uniti. Non è chiaro se il governo tedesco sosterrà l’operazione, che comporterebbe una riduzione della sua quota nella nuova realtà. Inoltre, sarà necessario convincere gli investitori che i benefici di un grande gruppo multinazionale superano quelli di due società separate e più focalizzate.

La nuova holding verrebbe probabilmente costituita in una giurisdizione europea diversa dalla Germania. Strutture simili sono già state utilizzate in grandi operazioni transcontinentali, come la fusione da 35 miliardi di dollari tra la statunitense Praxair e la tedesca Linde, realizzata tramite una holding registrata in Irlanda, considerata un terreno neutrale. Il gruppo risultante è poi stato quotato a New York e a Francoforte.

L’avvertimento di Hoettges

In un podcast di febbraio, l’amministratore delegato di Deutsche Telekom, Tim Hoettges, ha sottolineato come la regolamentazione europea rappresenti un ostacolo allo sviluppo delle infrastrutture digitali. Ha inoltre evidenziato che, sebbene il gruppo sia diventato un player globale, la sua valutazione è trainata dalle attività negli Stati Uniti, segnalando le difficoltà del mercato europeo.

Il possibile accordo arriva inoltre in un contesto di crescenti tensioni tra il presidente Usa, Donald Trump e l’Ue, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz, su temi che vanno dai dazi alla Nato. L’Unione Europea sta lavorando a nuove linee guida sulle fusioni per facilitare la creazione di «campioni europei» in grado di competere con i rivali statunitensi e cinesi. Allo stesso tempo, molte aziende europee guardano agli Stati Uniti per acquisizioni, attratte da tassi di crescita più elevati.

Premio o no?

Gli analisti di NewStreet Research ritengono che un’operazione offrirebbe alle due società maggiore flessibilità strategica per perseguire acquisizioni rilevanti senza diluire Deutsche Telekom. «Già solo per questo riteniamo che sia un’operazione molto interessante da valutare, perché offrirebbe a Deutsche Telekom più opzioni future in un mercato in consolidamento, dove la convergenza potrebbe assumere diverse forme nei prossimi 5-10 anni». Gli stessi analisti aggiungono che l’operazione potrebbe configurarsi come una «fusione senza premio».

Gli analisti di Citigroup, invece, non vedono benefici immediati per gli azionisti di T-Mobile, a meno che Deutsche Telekom non offra un premio significativo. Negli ultimi anni, quest’ultima ha preparato il terreno per rafforzare il controllo su T-Mobile. A novembre, l’ex manager del gruppo Srini Gopalan è diventato amministratore delegato di T-Mobile, dopo essere stato ceo di Deutsche Telekom Germania e, successivamente, chief operating officer di T-Mobile. (riproduzione riservata)