Deutsche Bank archivia il terzo trimestre con un utile ante imposte in crescita dell’8% su base annua a 2,63 miliardi di euro, oltre le attese degli analisti, e ricavi in aumento del 4% a 8,3 miliardi. L’utile netto si è attestato a 1,9 miliardi, registrando il terzo trimestre consecutivo con profitti record.
Il risultato è stato sostenuto dalla crescita delle attività commerciali, in particolare nella banca corporate e nella gestione patrimoniale, mentre il trading su obbligazioni e valute ha rallentato rispetto al terzo trimestre 2025. I ricavi della divisione Fixed Income & Currencies sono scesi del 3% a 2,39 miliardi, in linea con le attese. Il dato risulta comunque migliore rispetto alla flessione media del 5% registrata nel trimestre dalle maggiori banche di Wall Street, secondo Bloomberg Intelligence.
«Siamo lieti di aver registrato il terzo trimestre consecutivo con utili record nel 2026», ha dichiarato l’amministratore delegato Christian Sewing, sottolineando la crescita dei ricavi nelle aree strategiche, gli afflussi record nelle attività di gestione del risparmio e l’espansione dei volumi di prestiti e depositi. Il gruppo ha confermato gli obiettivi per l’intero esercizio e ribadito la fiducia nella possibilità di superare il target di rendimento del capitale tangibile (RoTE) superiore al 13% nel 2028. Nel terzo trimestre il RoTE si è attestato al 10,6%, contro il 10,7% dello stesso periodo del 2025, che aveva beneficiato di effetti fiscali favorevoli.
A sostenere i conti sono state soprattutto la banca corporate, che ha raggiunto ricavi record, e la gestione patrimoniale, in crescita a doppia cifra. Nel trimestre le masse gestite complessive della banca privata e dell’asset management sono aumentate di 50 miliardi, raggiungendo 2.000 miliardi, anche grazie ad afflussi netti record per 47 miliardi. Nei primi nove mesi del 2026 gli afflussi netti hanno raggiunto 103 miliardi.
La divisione Corporate Bank ha beneficiato dell’espansione dei volumi e della crescita a doppia cifra sia del margine d’interesse sia delle commissioni. L’Investment Bank ha invece registrato ricavi sostanzialmente stabili rispetto al trimestre record dell’anno precedente: la flessione del trading su reddito fisso è stata accompagnata da una tenuta delle attività di consulenza e dei mercati azionari e obbligazionari primari.
Sul fronte dei costi, le spese operative non legate agli interessi sono rimaste stabili a 5,2 miliardi. Il cost/income ratio è migliorato al 62,4%, dal 64,4% di un anno prima. Le rettifiche su crediti sono salite del 9% rispetto al secondo trimestre a 501 milioni, includendo un evento specifico in Asia nella banca corporate e ulteriori interventi di riduzione del rischio nel portafoglio immobiliare commerciale. La banca ha comunque descritto la qualità complessiva degli attivi come solida.
Il capitale resta solido, con un Cet1 ratio del 14%, nella parte alta dell’intervallo operativo. Nel 2026 Deutsche Bank ha completato programmi di acquisto di azioni proprie per 1,5 miliardi di euro, in linea con la strategia di distribuzione agli azionisti e con un obiettivo di payout del 60%.
Nei primi nove mesi dell’anno i ricavi sono cresciuti del 5% a 25,5 miliardi, l’utile ante imposte dell’8% a 8,4 miliardi e l’utile dopo le imposte del 7% a 5,9 miliardi. La banca si attende ora ricavi per l’intero 2026 superiori a 33 miliardi di euro, confermando anche il piano di contenimento dei costi e gli investimenti nelle aree di crescita. (riproduzione riservata)