Delfin, si tratta sul prezzo del 25% della cassaforte lussemburghese
Delfin, si tratta sul prezzo del 25% della cassaforte lussemburghese
Leonardo Maria Del Vecchio scrive di nuovo ai fratelli Luca e Paola per il 25% di Delfin

di di Andrea Deugeni 10/03/2026 23:30

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Tre eredi Del VecchioLeonardo Maria, Paola e Luca – trattano sul prezzo dei pacchetti del 12,5% di Delfin che ognuno degli otto soci ha in portafoglio. In ballo c’è il 25% della holding lussemburghese che gestisce il 32,2% di EssilorLuxottica, il 10% di Generali, il 2,7% di Unicredit, il 17,5% di Mps e il 28% di Covivio, quote che in borsa valgono in tutto 44,3 miliardi di nav. Ogni quota del 12,5% vale dunque 5,53 miliardi.

La riserva dei diritti legali e la legge lussemburghese

L’ultima lettera di Leonardo Maria ai fratelli Paola e Luca è datata 8 febbraio. Secondo quanto si legge nella missiva di cui MF-Milano Finanza ha preso visione, il chief strategy officer di Essilux ribadisce e rafforza la riserva di tutti i diritti legali in caso i fratelli non desistano dal trasferimento delle quote.

Non parla più del prezzo dei 6,5 miliardi per ogni 12,5% di Delfin che era stato richiesto a gennaio da Luca e Paola, ma sottolinea che potrà utilizzare tutti gli strumenti previsti dalla legge lussemburghese (del 2015 sulle società commerciali) per impedire o contestare il trasferimento. E conclude sottolineando che questa missiva sostituisce la precedente comunicazione del 2 febbraio.
 

L’ennesimo litigio? A priva vista sembrerebbe di sì, ma si tratta del normale botta e risposta legale, perché nell’ultima intervista rilasciata al Financial Times venerdì scorso (dunque successiva) il giovane imprenditore ha teso una mano ai fratelli. Ha spiegato di essere disposto a raggiungere un accordo prima, senza aspettare la decisione del tribunale. «Non intendo fare una mossa di potere. Voglio ricostruire la fiducia dopo quattro anni di dispute», ha sottolineato.

Il nodo del prezzo e lo sconto holding

Il 2 febbraio, nel notificare ufficialmente il suo esercizio del diritto di prelazione che era stato accettato dai due fratelli sempre a gennaio, Leonardo Maria contestava il prezzo richiesto e fissato sulla base dei valori della holding al 30 settembre 2025. Come alternativa alle metriche, metteva sul tavolo il valore delle quote che verrà stabilito dal giudice del Granducato a cui a novembre si erano rivolti Luca e Paola per definire il prezzo di trasferimento e aprire la strada alla vendita dei pacchetti miliardari.

Ma per determinare la cifra dovuta, di norma il tribunale applica lo sconto holding che per le finanziarie quotate in Europa si aggira intorno al 20% del nav. Più alto invece se venissero applicati gli sconti registrati da holding quotate italiane tipo Exor o Italmobiliare e Cir, tra 40% e 50%. Dunque, spiegano fonti vicine al family office Lmdv Capital, Leonardo Maria Maria intende comunque mettere sul tavolo una cifra maggiore rispetto a quanto stabilirà il giudice lussemburghese ma inferiore ai valori del 30 settembre di 6,5 miliardi. Il motivo? Da quella data gli attivi della cassaforte si sono svalutati di circa il 20%. Le parti stanno trattando.

L'architettura finanziaria e il ruolo di Citi

Al closing i meccanismi prestabiliti potrebbero eventualmente tener conto di un riapprezzamento dei valori della holding. Il quartogenito di Del Vecchio ha conferito mandato a Citi per costruire la complessa architettura finanziaria del leveraged buyout alla base della vendita dei due pacchetti.

La banca americana strutturerà il finanziamento (sarà a capo di un consorzio) e i piani di rimborso sulla base dei verbali delle assemblee della cassaforte che già raccoglievano un consenso vicino alla maggioranza qualificata dei 6/8 dei soci necessaria in Delfin per distribuire più cedole e le riserve. C’è la volontà di chiudere in tempi stretti. (riproduzione riservata)