Delfin, quattro eredi Del Vecchio respingono anche l’offerta di Leonardo Maria
Delfin, quattro eredi Del Vecchio respingono anche l’offerta di Leonardo Maria
Paola, Luca, Clemente Del Vecchio e Rocco Basilico rifiutano di vendere le loro quote a Leonardo Maria e al ceco Strnad, compromettendo ogni tentativo di riassetto e di sblocco dello stallo sull’eredità

di Andrea Deugeni 02/11/2026 21:43

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Dura solo 24 ore il tentativo di Leonardo Maria Del Vecchio di sbloccare lo stallo su Delfin. In serata quattro soci su otto chiudono la porta al quartogenito di Mr Luxottica: Paola, Luca e Clemente Del Vecchio e Rocco Basilico – che da sempre hanno ostacolato ogni tentativo di accordo nella cassaforte condizionando tutto a un cambio della governance – hanno comunicato di non voler vendere le proprie partecipazioni a Lmdv. Gli stessi avevano già respinto la proposta dell’imprenditore ceco Michal Strnad. 

Il piano di riassetto della holding

Il rifiuto compromette il progetto di riassetto della holding lussemburghese: Leonardo Maria punta ad acquistare sei quote per salire dal 12,5% all’87,5%, lasciando fuori la madre Nicoletta Zampillo. Gliene servirebbero almeno cinque per raggiungere il 75% necessario a modificare la politica dei dividendi e destinare i flussi al rimborso del debito. Con quattro soci indisponibili alla cessione, quel traguardo resta fuori portata.

La proposta si basava su una valutazione indicativa dell’intera holding di circa 30 miliardi e sul sostegno preliminare di Citigroup. La banca americana si era detta «altamente fiduciosa» nella possibilità di organizzare finanziamenti fino a 22 miliardi, senza tuttavia assumere un impegno vincolante all’erogazione.

I precedenti contrasti tra gli eredi

Il no riapre anche i precedenti contrasti tra gli eredi. Basilico aveva già respinto una proposta di acquisto del proprio 12,5% per circa 4 miliardi. Paola e Luca hanno invece chiesto a Lmdv Fin una penale complessiva di 500 milioni per il mancato acquisto delle loro partecipazioni, pattuito a giugno per 5 miliardi ciascuna. Quell’operazione era sfumata dopo il diniego del consiglio di Delfin alla lettera di patronage richiesta dalla finanziaria di Leonardo Maria.
 

Le due nuove offerte di Lmdv e Strnad condividevano anche il criterio di prezzo: il valore netto delle attività a prezzi di mercato, il Nav, ridotto di uno sconto del 30%. Leonardo Maria ha indicato 30 giorni per aderire e 60 di esclusiva per definire gli accordi, proponendo anche un’uscita differita in azioni EssilorLuxottica. Il finanziere ceco ha prospettato una chiusura in circa tre mesi, subordinata anche a una modifica dello statuto.

Il doppio rifiuto dei quattro soci, rivolto sia al fratello sia all’acquirente esterno, lascia irrisolto il nodo degli equilibri proprietari e della governance di Delfin. (riproduzione riservata)