Intreccio di cause legali nella galassia Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, è spuntato un altro contenzioso civile, che stavolta non riguarda i rapporti tra gli otto soci della cassaforte del Granducato ed eredi di Leonardo Del Vecchio, alcuni dei quali stanno battagliando sulla governance di Delfin in tribunale fra Milano e Lussemburgo, bensì fra alcuni dei figli di Mister Luxottica e il presidente di Delfin e ceo di Essilux, Francesco Milleri.
La nuova contesa giudiziaria va ad aggiungersi a quella sullo stato di graduazione all’interno dell’eredità Del Vecchio e per la quale si attende la sentenza a breve.
La casa civile è pendente a Milano e potrebbe arrivare in discussione il prossimo novembre, ed è precedente al recente accordo sul riassetto di Delfin fra Leonardo Maria con i fratelli Luca e Paola che farà salire il quartogenito di Del Vecchio dal 12,5% al 37,5% acquistando per 10 miliardi di euro il 25% della holding lussemburghese dai due fratelli attraverso un maxi-prestito da complessivi 11 miliardi concesso in pool da Unicredit, Credit Agricole e Bnp Paribas.
Dopo che ad agosto del 2023 Milleri aveva proposto reclamo contro il progetto di riparto dei crediti esistenti stilato dal notaio Mario Notari citando in giudizio i figli più piccoli di Del Vecchio, Luca e Clemente, e la terzogenita Paola, ha poi promosso un’altra causa contro i tre eredi, gli stessi che hanno accettato l’eredità con beneficio inventario.
Se al centro della prima causa fra il top manager scelto da Del Vecchio come suo successore operativo ci sono i 56 milioni di euro di tasse per il legato di 2,15 milioni di titoli lasciato a Milleri dal fondatore di Luxottica, ora davanti al tribunale di Milano è finito direttamente il pacchetto ultramilionario di azioni del colosso italo-francese dell’occhielleria.
La mancata assegnazione di queste azioni – causata appunto dall’accettazione con beneficio d’inventario – blocca ancora l’esecuzione dell’eredità a quasi quattro anni di distanza dall’apertura del testamento di Leonardo Del Vecchio. Tutto ciò ha anche paralizzato la governance della holding che detiene il 32,4% di EssilorLuxottica e ha partecipazioni importanti in Mps, Generali, Unicredit e Covivio per complessivi 40 miliardi di valore.
Fino ad ora Milleri ha ricevuto solo i circa 400 mila titoli che erano stati rinvenuti nei conti del fondatore di Luxottica, a cui bisogna aggiungere quanto gli hanno trasferito alcuni figli con i quali il top manager ha trovato un accordo, fra i quali sicuramente Leonardo Maria Del Vecchio e molto probabilmente anche la sorella Marisa.
Milleri ha promosso questa ulteriore causa sostenendo che gli eredi sono decaduti dal beneficio d’inventario: il top manager punta in questo modo a far venir meno lo scudo che fino ad ora ha limitato la responsabilità di Luca, Clemente e Paola per i debiti del padre, legati compresi. Lo scopo è ottenere tutto il dovuto, che nel frattempo, per quanto riguarda le quote di Luca e Paola, potrebbe arrivare a latere del passaggio del 25% del capitale di Delfin a Leonardo Maria. (riproduzione riservata)