Tutto pronto per il riassetto di Delfin, la holding lussemburghese della famiglia Del Vecchio presieduta da Francesco Milleri che gestisce il 32% di EssilorLuxottica e quote in Generali, Unicredit, Mps e Covivio che in borsa valgono in tutto 47,7 miliardi come nav.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, in preparazione c’è una colossale linea di credito da 11 miliardi di euro a favore di Lmdv Capital, il family office di Leonardo Maria Del Vecchio, garantita da un consorzio composto dalle tre banche Unicredit, Credit Agricole e Bnp Paribas. I comitati credito di questi tre istituti stanno lavorando per portare a casa l’operazione.
A che serve questo maxi-prestito a uno degli eredi Del Vecchio? Dieci miliardi serviranno per comprare (esercitando il diritto di prelazione) le quote del 12,5% ciascuno di Delfin in mano ai fratelli Paola e Luca, per 5 miliardi a testa: il valore è stato calcolato sulla meda degli ultimi sei mesi del nav di Delfin, cui è stato applicato uno sconto.
Un altro miliardo invece dovrebbe servire a rinegoziare le due attuali linee di credito da 350 milioni con la francese Indosuez (wealth management di Credit Agricole) e da 650 milioni con la stessa banca guidata da Andrea Orcel. La prima, accesa a metà dello scorso anno, è in capo al family office, mentre la seconda, concessa a fine gennaio, è a titolo personale per Leonardo Maria Del Vecchio.
L’operazione è stata studiata internamente dal ceo di Lmdv Capital, Marco Talarico, dopo che la precedente struttura disegnata dall’advisor Citi sarebbe stata accantonata perché troppo onerosa e con la richiesta aggiuntiva di garanzie che coinvolgevano anche la stessa Delfin.
È probabile poi che oltre alle big bank che garantiscono l’underwriting di tutta l’operazione e che già in settimana potrebbero deliberare il credito (almeno le francesi) se ne aggiungano altre più piccole per la sindacazione di 1-2 miliardi. Deliberati i crediti si passerà alla sigla dei termsheet, firma che dovrebbe essere abbastanza veloce, dopodiché entro 60 giorni dovranno esser siglati i contratti con le parti venditrici e regolato il passaggio del 25% di Delfin che finirà fra gli attivi della newco Lmdv Fin. Del Vecchio ha poi il suo 12,5% della cassaforte lussemburghese, detenuto a titolo personale fin dalla morte del padre nel 2022.
La struttura dell’operazione, che è arrivata all’ultimo miglio e che dovrebbe chiudersi entro l’assemblea annuale di Delfin di luglio, si basa sul fatto che le partecipazioni extra-EssilorLuxottica sono liquide. Le quote di Lmdv Fin con il 25% della cassaforte lussemburghese verranno dato in pegno.
In più il possesso del 37,5% di Delfin (tre-ottavi del capitale) consentirebbe a Leonardo Maria di avere i voti necessari per sbloccare la distribuzione del 100% dell’utile, che nell’esercizio 2024 è stato di circa 1,4 miliardi di euro e che quest’anno dovrebbe ulteriormente crescere.
Con le quote dei fratelli si arriverebbe ai sei-ottavi di consenso necessari ad approvare la distribuzione dell’utile superiore al 10% previsto dallo statuto. Finora i venditori Luca e Paola, oltre a Clemente, erano stati contrari.
Per Del Vecchio jr significa oltre 400 milioni netti con cui far fronte agli interessi ogni anno per il biennio di vita del prestito. Per ripagare il capitale poi si conterebbe sulla distribuzione di dividendi straordinari dopo la cessione delle quote in Generali e Mps soprattutto. Oppure sulla rinegoziazione, se il nav dovesse rafforzarsi. (riproduzione riservata)