Nuovo colpo di scena nelle discussioni fra gli otto soci-eredi di Delfin, la holding lussemburghese da 40 miliardi di euro di valore della famiglia Del Vecchio con quote in EssilorLuxottica (32,4%), Unicredit (2,7%), Generali (10%), Montepaschi (2,7%) e Covivio (28%).
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza una decina di giorni fa Leonardo Maria Del Vecchio ha avanzato un’offerta da 3,5 miliardi di euro per rilevare il 12,5% di Delfin detenuto dal fratellastro Rocco Basilico. Una mossa con cui il quartogenito del fondatore di Luxottica sta tentando di aprire un nuovo passaggio nel riassetto della holding di famiglia. Una proposta che, secondo fonti vicine al dossier, sarebbe stata trasmessa agli avvocati del fratellastro (sono entrambi figli della vedova di Leonardo Del Vecchio, Nicoletta Zampillo) e però rispedita al mittente.
Sul tavolo è stato messo un accordo più articolato, destinato a intrecciare il trasferimento della partecipazione con la composizione delle controversie familiari finite anche nelle aule del tribunale.
Come riferito da questo giornale, nella propria transfer notice inviata quest’estate a Delfin per portare la quota personale nella holding all’interno del proprio veicolo Rbh, Basilico aveva indicato circa 4 miliardi come la difra per vendere il 12,5% della cassaforte. Il prezzo indica uno sconto del 20% sull’attuale nav pro-quota della finanziaria presieduta da Francesco Milleri.
L’offerta di Leonardo Maria prevede una componente immediata superiore ai due miliardi di euro, da corrispondere alla firma, e una parte differita. La scansione dei pagamenti rappresenterebbe quindi uno degli elementi centrali della proposta: i 3,5 miliardi indicati come corrispettivo complessivo non sarebbero interamente disponibili al momento della sottoscrizione e incorporerebbero uno sconto di circa il 33%, pari a 1,7 miliardi, sul nav pro-quota.
L’acquisizione del pacchetto azionario sarebbe un tassello di una sistemazione più ampia dei rapporti patrimoniali tra i due fratelli e la madre. La proposta affronterebbe anche questioni relative alle attribuzioni patrimoniali familiari, con possibili riflessi sui futuri assetti successori. Basilico in sostanza riceverebbe subito 2 miliardi e i restanti 1,5 miliardi poi nel tempo.
Per costruire l’operazione, Leonardo Maria – già esposto con Unicredit e il Credit Agricole per 910 milioni di euro – avrebbe avviato interlocuzioni con alcuni istituti bancari. Tra gli elementi allo studio figurerebbe l’utilizzo della partecipazione acquistata come garanzia del finanziamento. Per la parte non supportata dalle banche entrerebbero in gioco fondi internazionali. (riproduzione riservata)