Segnali di disgelo nella famiglia Del Vecchio, ma resta alta la tensione con Francesco Milleri. Da Agordo, dove ha inaugurato il nuovo Polo per l’Infanzia sostenuto dalla sua Fondazione, Leonardo Maria Del Vecchio ha parlato per la prima volta di «un dialogo vero» tra gli otto soci di Delfin dopo quattro anni di stallo, indicando entro fine ottobre il possibile incontro chiamato a sciogliere alcuni dei nodi aperti nella holding.
Come raccontato da MF-Milano Finanza, gli eredi lavorano a un incontro anche per affrontare partite importanti come l’adesione all’opas di Intesa Sanpaolo su Montepaschi,di cui Delfin è prima azionista con il 17,5% del capitale.
Secondo il quartogenito del fondatore di Luxottica, la scelta di lasciare gli incarichi in EssilorLuxottica avrebbe contribuito a «ricostruire un clima di fiducia». Come raccontato da MF-Milano Finanza, Del Vecchio conta inoltre di trasferire entro fine anno il proprio 12,5% di Delfin nella controllata Lmdv Fin, operazione già realizzata da altri eredi e funzionale anche al riassetto delle sue attività finanziarie.
Sul tavolo resta anche il contenzioso familiare. Del Vecchio jr ha spiegato che si sta lavorando a «un accordo complessivo sull’eredità» che, nelle sue intenzioni, dovrebbe consentire di superare cause e penali ancora pendenti. E sulle partite bancarie che vedono Delfin azionista di peso ha chiesto alla holding di privilegiare «l’opzione che garantisca maggiore flessibilità e creazione di valore», lamentando però di non essere stato ancora contattato dal vertice guidato da Milleri e dall’amministratore delegato Romolo Bardin.
Se sul fronte Delfin il tono appare più conciliante, resta invece aperto lo scontro con il presidente di Essilux. Nel giorno in cui il colosso dell’occhialeria partecipato da Delfin con il 32,4% ha alzato il velo sugli smart glasse di terza generazione, Del Vecchio ha invitato il numero uno di EssilorLuxottica a «concentrare le sue energie» sul gruppo, indicando nella trimestrale del 20 ottobre un passaggio importante per chiarire la strategia e la strada per riportare il titolo verso quota 300 euro. Una nuova critica dopo quelle delle ultime settimane: la redditività ha riconosciuto è ai massimi, ma il mercato, a suo giudizio, continua a scontare una scarsa chiarezza sul posizionamento futuro del gruppo. (riproduzione riservata)