Un’apertura ai fratelli e un attacco diretto a Francesco Milleri. il quartogenito del fondatore di Luxoottica Leonardo Maria Del Vecchio interviene sul futuro dell’impero fondato dal padre, contestando al presidente esecutivo e amministratore delegato di EssilorLuxottica di non aver preparato il ricambio alla guida del gruppo. Al centro delle dichiarazioni, rilasciate a Rtl 102.5, c’è il ruolo che, secondo l’imprenditore, Leonardo Del Vecchio aveva affidato al manager e agli altri esecutori testamentari.
«Mio padre si augurava che Francesco e gli altri nominati come esecutori testamentari portassero ordine, facessero da traghettatori e costruissero il futuro», afferma Leonardo Maria. Un compito che, nella sua lettura, non comportava necessariamente il passaggio della gestione agli eredi: «Non parlo di Del Vecchio o dei figli: parlo del best fit for the job, ovvero della persona più adatta per quel ruolo». È sulla preparazione della successione manageriale che il quartogenito del fondatore concentra la critica.
«A oggi, dopo più di quattro anni, dove sono i tre cavalli su cui Francesco ha scommesso? Dov’è il successore che avrebbe dovuto esserci già da tre-sei anni? È questo il mandato che Francesco non ha rispettato e che ha tradito».
In serata la replica di EssilorLuxottica, per bocca di Andrea Zappia, presidente del comitato nomine e remunerazione del colosso dell’occhialeria. «Sono prive di ogni fondamento e lesive dell'immagine della società e della professionalità dei suoi manager le ricostruzioni che mettono in dubbio la solidità della successione ai vertici», ribatte Zappia.
«EssilorLuxottica è una società quotata: la successione è materia di governance, seguita dal cda e dal comitato nomine - sottolinea il consigliere - Esiste un piano di successione chiaro, definito e costantemente aggiornato, per i ruoli di ceo e vice amministratore delegato e per tutte le posizioni apicali, che in linea con la visione del fondatore valorizza i percorsi di crescita interna e ha già dimostrato solidità. La squadra che affianca Milleri, appena rafforzata, ha al suo interno manager di qualità che possono continuare a crescere: è su di loro, e su un'organizzazione ricca di giovani e talenti di cui siamo tutti molto orgogliosi, che l'azienda continua a investire».
La presa di posizione riporta in primo piano il tema degli equilibri tra famiglia e management, dentro una vicenda segnata dalle tensioni sulla gestione di Delfin. La holding lussemburghese custodisce la partecipazione in EssilorLuxottica (32,4%) e gli investimenti in Mps (17,5%), Generali (10%) e Unicredit (2,7%). Sul suo futuro si sono intrecciati negli ultimi mesi progetti di riassetto delle quote, divergenze tra gli eredi e controversie contrattuali sulla compravendita dei pacchetti di due soci. Proprio sul fronte familiare Leonardo Maria annuncia ora una svolta.
«Basta con le guerre fratricide», dichiara, spiegando di aver dato mandato ai propri avvocati di chiudere tutte le cause nei confronti dei fratelli Luca e Clemente. «Ciò che conta non sono le penali o i contratti, ma l’umanità e l’amore che esistono tra fratelli». Alla domanda se si tratti di un passo indietro, risponde: «L’ho fatto, perché le guerre fratricide non portano a niente».
Resta da capire come questa apertura si tradurrà sul piano delle controversie economiche e societarie. Uno dei principali motivi di contrasto è stato il mancato acquisto delle partecipazioni del 12,5% ciascuna detenute da Luca e Paola Del Vecchio: un’operazione da complessivi 10 miliardi di euro, con contratti che prevedevano penali per 500 milioni, 250 milioni per ciascuna quota. Penali che restano in campo e che sono al centro di un arbitrato internazionale e che probabilmente il giovane imprenditore dovrà pagare anche se non per l’intero valore. Alle tensioni nella cassaforte familiare si affianca l’espansione nell’editoria.
Leonardo Maria difende il progetto di Lmdv Media su Seif, la società editrice del Fatto Quotidiano, per la quale è stata annunciata una due diligence finalizzata a una possibile opa a 0,286 euro per azione. Nonostante la contrarietà espressa dai soci fondatori, che detengono la maggioranza del capitale, l’imprenditore sostiene che «la partita non è chiusa».
Un’iniziativa che definisce «qualcosa che può aiutare l’editoria», frutto di un interesse sviluppato «negli anni, non in un weekend». Dopo una richiesta da parte dello stesso Del Vecchio jr, l'amministratore delegato di Seif Cinzia Monteverdi incontrerà l’imprenditore ma soltanto per «cortesia».
Intanto a Piazza Affari, continua l’andamento positivo di Seif. A fine seduta il titolo segna un rialzo dello 0,77% a 0,262 euro, dopo l’annuncio di domenica sera da parte di Lmdv Media, la controllata del family office dell’imprenditore che investe nel settore dei giornali. Durante la giornata il rialzo è stato anche sopra il 4%. Il prezzo si avvicina ai 0,286 euro messi sul tavolo da Del Vecchio jr. (riproduzione riservata)