Delfin, il riassetto slitta a fine giugno
Delfin, il riassetto slitta a fine giugno
Prorogato a fine giugno il termine per l’acquisto del 25% di Luca e Paola Del Vecchio, si allarga il consorzio delle banche per il prestito a Leonardo Maria da 11 miliardi. Ma Bnp Paribas si sfila

di di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 16/06/2026 23:00

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Tempi più lunghi per il riassetto di Delfin, la cassaforte miliardaria della famiglia Del Vecchio presieduta da Francesco Milleri e che ha in portafoglio il 32,4% di EssilorLuxottica (32,4%), il 10% di Generali, il 17,5% di Mps, il 2,7% di Unicredit e il 28% di Covivio.
 

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, è stato estesofino a fine giugno il termine per la chiusura del contratto fra Luca e Paola Del Vecchio da una parte e il fratello Leonardo Maria dall’altra per la vendita del 25% della holding lussemburghese. Un’operazione sottesa alla concessione del prestito da 11 miliardi di euro (10 miliardi per le quote di Delfin e un miliardo per rifinanziare la linea personale) e che negli accordi iniziali avrebbe dovuto chiudersi nelle prime settimane di giugno. Sommando il proprio 12,5% il quartogenito del fondatore di Luxottica, che a febbraio ha esercitato la prelazione sulle quote dei fratelli, punta a salire al 37,5% di Delfin.

Il ruolo delle banche e il finanziamento dell'operazione

Il team di Lmdv, il family office di Del Vecchio jr guidato da Marco Talarico, sta limando gli ultimi dettagli con il consorzio di banche capitanato da Unicredit che prevede un ruolo di primo piano dei francesi del Crédit Agricole. Dal pool si è sfilata Bnp Paribas (pare dopo un ultimo incontro con Milleri), ma comprende la sindacazione di alcune tranche minori ad altre quattro banche europee: Deutsche Bank, Bbva, Banco Bpm e Société Générale. Non si escludono inserimenti di altri istituti nella fase finale.

Il sistema di garanzie e il ruolo della holding

Si sta definendo il sistema di garanzie che coinvolge il veicolo Lmdv Fin, nei cui attivi finirà il 25% della holding, e che prevederebbe anche un ruolo della cassaforte stessa. Delfin, che già può contare su riserve miliardarie, interverrebbe in ultima battuta nel caso in cui il nav, dipendente dalle partecipazioni in portafoglio, scendesse sotto determinate soglie. Scatterebbe, per effetto di un mandato a vendere in capo a Leonardo Maria, l’acquisto da parte di Delfin di parte delle quote in tasca a Del Vecchio jr, ovviamente a prezzi inferiori ma sufficienti a reintegrare le garanzie.

Dividendi e gestione delle partecipazioni non strategiche

Altro punto chiave del sistema di garanzie è il via libera dell’assemblea della holding alla distribuzione di un dividendo pari all’80% degli utili, destinato a sostenere gli oneri del debito di Lmdv Fin. L’assemblea non è stata ancora convocata e non dovrebbe svolgersi questa settimana.

La holding infine dovrà dotarsi di maggiore flessibilità nella gestione delle partecipazioni miliardarie considerate non strategiche, da Mps a Generali e Unicredit, per preservare l’equilibrio finanziario. Lo schema potrebbe tornare utile anche nel caso di liquidazione futura di quote di altri soci. Il primo indiziato è il più piccolo dei figli di Del Vecchio, Clemente (22 anni), nato dalla relazione dell’imprenditore dell’occhialeria con Sabina Grossi. Non risultato però al momento atti formali dell’ultimogenito. (riproduzione riservata)