Delfin, il ceco Strnad offre 30 miliardi di euro agli eredi Del Vecchio. Lmdv: «Il patrimonio di mio padre resti italiano»
Delfin, il ceco Strnad offre 30 miliardi di euro agli eredi Del Vecchio. Lmdv: «Il patrimonio di mio padre resti italiano»
ll patron del gruppo della Difesa Csg, che ha appena investito anche in Pirelli, punta alla holding dei Del Vecchio con un’offerta interamente in contanti. Strnad è disponibile anche a rilevare il 62,5%. Ma i prezzi non sono allettanti

di Andrea Deugeni 29/10/2026 21:10

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Spunta a sorpresa una proposta da 30 miliardi di euro per acquistare Delfin, la cassaforte degli eredi di Leonardo Del Vecchio. La lettera è datata 20 ottobre e a formularla è Michal Strnad, l’imprenditore ceco a capo del gruppo della difesa Csg, titolare di un patrimonio di oltre 30 miliardi già presente in Italia con Fiocchi Munizioni e con un investimento in Pirelli. Strnad è uno dei principali produttori di armi in Europa e in passato aveva studiato anche il dossier Iveco Defence.

Secondo quanto anticipato dal Domani, la proposta è stata indirizzata all’amministratore delegato della holding lussemburghese, Romolo Bardin, e trasmessa attraverso un avvocato vicino al presidente Francesco Milleri.

L’operazione prospettata riguarda l’intero capitale di Delfin, con un corrispettivo interamente in contanti. Ma Strnad, secondo la ricostruzione del quotidiano, sarebbe disponibile anche a rilevare il 62,5% della finanziaria, pur di assumerne il controllo. La lettera, di cinque pagine, indica una validità della proposta di 30 giorni.

La logica dell’offerta

Nella missiva Strnad presenta Delfin come un investimento coerente con la propria strategia di diversificazione. L’obiettivo, scrive, è individuare società collocate al vertice delle rispettive catene del valore, capaci di produrre «flussi di cassa ricorrenti e resilienti», grazie a una posizione di mercato solida e a una presenza globale. La holding dei Del Vecchio, aggiunge, «si adatta perfettamente al mio approccio e alla mia strategia di investimento».

L’imprenditore richiama la partecipazione in EssilorLuxottica e il portafoglio diversificato della cassaforte, che comprende Covivio e importanti istituzioni finanziarie italiane. Nella lettera vengono citate «Generali, Unicredit e, in prospettiva, Intesa Sanpaolo». Un riferimento, quest’ultimo, che guarda all’evoluzione della partecipazione in Montepaschi nell’ambito dell’opas annunciata da Ca’ de Sass.

Strnad chiede inoltre che il consiglio condivida le proprie eventuali valutazioni «apertamente con tutti gli azionisti». E lascia spazio a un coordinamento con un possibile riacquisto, da parte di Delfin, di quote degli eredi fino al 25% del capitale (buyback). Un’operazione che non considera incompatibile con la sua proposta: si dice infatti «pronto a discutere con il board e gli azionisti di Delfin la possibilità di combinare le due transazioni».

Il nodo del prezzo e delle quote

La valutazione di 30 miliardi incorpora, secondo la ricostruzione, uno sconto di circa il 30% sul valore netto degli attivi della holding. È uno dei principali ostacoli all’operazione: il prezzo sarebbe inferiore alle aspettative di alcuni soci, mentre resta forte il legame della famiglia con EssilorLuxottica e con l’eredità industriale del fondatore.

Per acquistare l’intero capitale sarebbe necessario ottenere il consenso di tutti gli otto azionisti, titolari ciascuno del 12,5%. La disponibilità a fermarsi al 62,5% introduce una diversa ipotesi negoziale, ma non elimina le difficoltà di un confronto segnato dalle divisioni tra gli eredi e dai contrasti di alcuni di loro con Milleri. Secondo Domani, alcuni soci avrebbero anche lamentato di essere stati informati tardivamente dell’arrivo della lettera gestita da un avvocato vicino allo stesso presidente di Delfin.

La posizione di Lmdv

A prendere pubblicamente posizione è Leonardo Maria Del Vecchio. «Il lavoro di una vita di mio padre deve restare un patrimonio dell’Italia», afferma in una nota il quartogenito del fondatore, esprimendo una contrarietà che, a quanto risulta a MF-Milano Finanza, accomuna anche gli altri soci.

Al centro della sua presa di posizione c’è EssilorLuxottica, definita «l’unico vero campione italiano nel mondo» e un’impresa che «non può essere trattata come un asset qualsiasi». Il richiamo è alle radici produttive e alle persone del gruppo, «dal cuore battente di Agordo a ogni angolo del mondo». Una considerazione estesa anche alle partecipazioni finanziarie di Delfin: «Sono presidi», sottolinea Leonardo Maria, «che devono restare stabili, trasparenti e al servizio delle istituzioni e dei risparmiatori italiani». (riproduzione riservata)