La data da segnare sul calendario è quella del 7 novembre. Leonardo Maria Del Vecchio formalizza l’offerta ai soci di Delfin e propone un incontro entro cinque giorni per illustrarne i dettagli. «È la proposta più seria che io abbia mai fatto», scrive in una lettera alle testate del gruppo QN, di cui è editore.
Il quartogenito del fondatore di Luxottica annuncia di aver ottenuto «la disponibilità da parte di un primario istituto di credito internazionale (Citigroup, ndr) a finanziare l’operazione» e mette sul tavolo due alternative: l’acquisto integrale e immediato delle partecipazioni oppure formule diluite nel tempo, lasciando ai venditori la scelta.
A sostenere il progetto sarebbe una governance rafforzata del veicolo acquirente, disciplinata da uno statuto vincolante. «Accanto a me siederanno in consiglio due persone con una lunga esperienza manageriale, finanziaria e legale che avranno pareri vincolanti sulle decisioni finanziarie più rilevanti», precisa Del Vecchio. Un assetto presentato come condizione per rendere la proposta credibile agli occhi della famiglia, dei mercati e dei lavoratori delle società del gruppo.
L’iniziativa arriva dopo «molti appelli privati e, nelle ultime ore, anche pubblici» a ricomporre le divisioni, mentre il conflitto familiare ha attirato l’attenzione di potenziali acquirenti esterni. Un interesse che l’imprenditore definisce legittimo, rivendicando però che «il futuro di Delfin debba essere deciso da chi ne conosce la storia e ne condivide la responsabilità».
Da qui l’invito agli altri soci a incontrarsi, insieme o singolarmente, entro il 7 novembre. «Non chiedo a nessuno di rinunciare alle proprie idee. Chiedo di valutare una soluzione che può tenere insieme chi vuole uscire e chi vuole restare», scrive Del Vecchio. E conclude richiamando l’eredità industriale del padre: «Il mio compito oggi non è avere ragione: è contribuire a proteggerla». (riproduzione riservata)