Delfin, da dove parte Luca Del Vecchio con la sua cassaforte Lufin
Delfin, da dove parte Luca Del Vecchio con la sua cassaforte Lufin
Bilancio in perdita e patrimonio netto di 300 mila euro per la holding del quinto figlio di Mr Luxottica. Che però si prepara a gestire il 12,5% di Delfin

di di Andrea Deugeni 22/07/2026 23:30

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Lufin, la holding lussemburghese riconducibile a Luca Del Vecchio, il venticinquenne quintogenito del fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio, chiude il primo vero esercizio con una struttura patrimoniale ancora in fase di costruzione, ma con la dote finanziaria pronta per il salto dimensionale. Il bilancio 2025 consultato da MF-Milano Finanza racconta una cassaforte che oggi non genera ancora reddito operativo, ma che si sta attrezzando per diventare il veicolo di gestione del patrimonio miliardario che deriverà dal trasferimento entro settembre del 12,5% di Delfin.
 

Costituita il 4 luglio 2024 in Lussemburgo, dove tra l'altro ha appena trasferito (da Londra) la residenza lo stesso rampollo, Lufin ha l'oggetto tipico della holding di partecipazioni. Nel 2025 la società ha rafforzato la propria dotazione patrimoniale con un aumento di capitale da 500 mila euro, portando il capitale sociale a 700 mila euro.

La dotazione patrimoniale e la liquidità della holding

A fine esercizio l’attivo complessivo ammonta a 288,9 mila euro. La componente più rilevante è la liquidità, salita a 202 mila euro dai 21 mila dell’anno precedente. Gli investimenti finanziari valgono invece 50 mila euro e sono classificati tra le immobilizzazioni finanziarie: il bilancio non dettaglia gli strumenti acquistati, né indica partecipazioni in società controllate o collegate. A questi si aggiunge un finanziamento da 8.400 euro classificato tra gli altri prestiti.


La struttura patrimoniale appare quindi quella tipica di una holding personale in fase iniziale: poco debito, capitale proprio e liquidità disponibile in attesa di nuove operazioni.

Il patrimonio netto raggiunge 277,7 mila euro, mentre i debiti scendono a soli 11,1 mila euro rispetto ai 166 mila del 2024. Sul fronte economico Lufin chiude ancora in perdita: il risultato negativo dell’esercizio è pari a 169,8 mila euro, dopo il rosso di 252,5 mila euro del 2024.

La gestione e il passaggio delle quote Delfin

I costi riflettono la creazione della struttura: 30 mila euro di compensi agli amministratori, 52,7 mila euro di salari e 6,8 mila euro di contributi sociali. La holding è gestita da Roy Smaila (26), figlio del cantautore e presentatore Umberto Smaila, e da Andrea Carniello, figlio della sorella Paola Del Vecchio (la terzogenita di Mr. Luxottica nata dal primo matrimonio con Luciana Nervo) coinvolto nell’amministrazione anche di altre casseforti di famiglia.

Entro settembre e salvo prelazioni, la holding dovrebbe vedersi trasferire dallo stesso Del Vecchio jr il 12,5% di Delfin che il rampollo detiene a titolo personale (vale circa 5 miliardi) e su cui costruire un percorso di pegnabilità per accedere al credito bancario e avviare così nuovi investimenti.
 

Una strada scelta anche dagli altri soci-eredi di Delfin (tranne Marisa Del Vecchio). Lufin potrebbe ricevere quest’anno anche 250 milioni (che potrebbero essere dilazionati) da Leonardo Maria (il fratello ma da madre diversa) per effetto della penale conseguente al mancato acquisto del 12,5% di Delfin. (riproduzione riservata)