Bisognerà attendere ancora una settimana per capire se Leonardo Maria Del Vecchio potrà trasferire subito il proprio 12,5% di Delfin nel veicolo Lmdv Fin. È un passaggio importante perché permetterà al quartogenito del fondatore di Luxottica di avviare la rinegoziazione del proprio debito con le banche instradandolo su un percorso di sostenibilità.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, ieri c’è stata in Lussemburgo l’udienza del giudice, che si è preso ancora una settimana di tempo per autorizzare la proroga per l’esercizio della prelazione sul passaggio delle quote del giovane imprenditore a una sua società, trasferimento recentemente eseguito dai fratelli Luca e Paola.
Tramite richiesta formale di Delfin al tribunale del Granducato la scorsa estate l’altro fratello Claudio e lo stesso Luca Del Vecchio avevano chiesto la proroga per un eventuale esercizio della prelazione sulla pacchetti azionari di Leonardo Maria, dopo la sua transfer notice inviata a fine giugno alla cassaforte presieduta da Francesco Milleri, diritto previsto dallo statuto della holding che gestisce il patrimonio da 40 miliardi di euro della famiglia Del Vecchio.
Secondo la legge lussemburghese, il tribunale può concedere fino a sei mesi, ma il giudice ha accolto le osservazioni di Lmdv sull’assenza dei caratteri di urgenza necessari per giustificare la concessione del termine massimo. A differenza di quanto accaduto nei mesi scorsi con le quote di Luca e Paola (un 25% complessivo che Leonardo Maria si era offerto di rilevare) ora non c'è un contratto di prevendita preesistente.
Data la valutazione preliminare del magistrato, è probabile che la proroga venga concessa solo per pochi mesi. In ogni caso è difficile che la quota di Lmdv venga rilevata dagli altri soci; con ogni probabilità passerà quindi al veicolo personale aprendo la strada alla rinegoziazione del debito. (riproduzione riservata)