Si apre un nuovo fronte nella partita per il controllo della galassia Del Vecchio. Secondo quanto riportato da Bloomberg Rocco Basilico, figlio di primo letto di Nicoletta Zampillo, la vedova del fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio, ha impugnato davanti a un tribunale del Lussemburgo il processo di approvazione dell’operazione che ridisegna gli equilibri azionari di Delfin, la holding di famiglia che ha in pancia il 32,4% di EssilorLuxottica e quote di spicco in Mps, Generali, UniCredit e Covivio.
Il ricorso sarebbe stato depositato venerdì e potrebbe rallentare o complicare il piano che prevede il rafforzamento di Leonardo Maria Del Vecchio, uno dei sei figli del fondatore, attraverso l’acquisto delle quote detenute dai fratelli Luca e Paola Del Vecchio. L’operazione, valutata complessivamente intorno ai 10 miliardi di euro, era stata approvata dall’assemblea degli azionisti di Delfin lo scorso aprile.
Al centro della contestazione vi è il quorum utilizzato per autorizzare il trasferimento delle partecipazioni. Basilico sostiene che l’assemblea del 27 aprile abbia applicato una soglia del 75%, mentre lo statuto della holding richiederebbe un consenso superiore all’88% nel caso di cessioni a terzi.
Basilico detiene il 12,5% del capitale e dei diritti di voto di Delfin: una quota che, secondo la ricostruzione delle fonti, sarebbe stata sufficiente a bloccare l’operazione qualora fosse stato applicato il quorum più elevato. Nel ricorso viene quindi chiesto al tribunale lussemburghese di dichiarare nulle le delibere approvate in assemblea.
La riunione finita nel mirino ha inoltre introdotto una nuova politica di distribuzione dei dividendi, funzionale – secondo i contestatori – a sostenere finanziariamente l’acquisizione da parte di Del Vecchio jr. La misura prevederebbe la distribuzione di almeno l’80% dell’utile netto annuale nel triennio 2025-2027 dopo il completamento dell’operazione. Basilico sostiene che il tema non fosse incluso nell’ordine del giorno originario.
Con l’acquisto delle quote di Luca e Paola Del Vecchio, entrambe pari al 12,5%, Leonardo Maria salirebbe al 37,5% di Delfin, diventando il primo azionista della holding di famiglia.
In una nota Delfin ha fatto sapere che «le deliberazioni sono state adottate nel pieno rispetto della normativa applicabile, dello statuto e delle maggioranze richieste. La holding ritiene che tale ricorso sia infondato e non idoneo a incidere né sul trasferimento delle quote né sulle delibere regolarmente adottate. Delfin difenderà la posizione secondo cui le deliberazioni dei soci approvate il 27 aprile 2026 sono conformi al diritto lussemburghese». (riproduzione riservata)