«Al termine dell’opas faremo partire le attività di integrazione tra le aziende». Lo ha detto l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, in un’intervista al TG Poste, commentando l’opas del gruppo postale su Tim che si è chiusa venerdì 11 settembre con il 66,6% di adesioni, che consentono di controllare l’assemblea straordinaria.
Poste già deteneva il 20% di Tim e le adesioni sono accelerate dopo che il gruppo, lunedì 7, ha deciso di rilanciare di 30 centesimi la componente cash dell’offerta, valorizzando un’azione Tim 1,97 euro in contanti e 0,218 azioni Poste di nuova emissione.
«Poste Italiane sta valorizzando Tim in un progetto ambizioso, del quale gli investitori hanno saputo cogliere portata e strategia», ha detto Del Fante, «Se venerdì scorso siamo arrivati a questo numero è perché il mercato ha capito che la cosa migliore è aderire». Gli investitori – ha aggiunto Del Fante «hanno capito che non ha molto più senso restare azionisti di un’azienda che non paga il dividendo e che è una frazione di Poste Italiane, in un contesto in cui Poste sta valorizzando le azioni di Tim con un progetto congiunto molto ambizioso e con grande soddisfazione per tutti gli investitori». C’è stata una presa di coscienza – ha continuato - «i mercati la chiamano F.O.M.O., Fear Of Missing Out, paura di rimanere fuori dal treno di Poste che partiva e quindi si sono tutti adoperati per aderire. Crediamo che questa F.O.M.O. ci sarà anche dal 21 al 25 settembre». Dopo una settimana di pausa, l’offerta si chiuderà definitivamente quella seguente.
A questo punto, dopo aver superato il traguardo del 66,6% l’obiettivo è evidentemente di arrivare al 90%, soglia che consentirebbe a Del Fante di utilizzare lo strumento dello squeeze out, previsto dalle norme del Testo Unico della Finanza che obbliga i soci di minoranza a vendere le azioni residue.
Al termine dell’opas, ha concluso l’ad di Poste Italiane, «ci troveremo ad una percentuale che sarà ampiamente di controllo, e partiranno le attività di integrazione delle due aziende».
A commentare l’operazione è stato anche il direttore generale di Poste Italiane, Giuseppe Lasco che l’ha definita « storica per il Paese, per l’occupazione e la trasformazione digitale» che consentirà al nuovo gruppo di «competere con i grandi player internazionali e reggere l’urto dell’innovazione».
«Un’operazione inimmaginabile solo qualche anno fa. Allargando il perimetro a Tim, porteremo ancora più valore al nostro Paese e al nostro territorio. Questa integrazione creerà futuro per la nostra gente e per tutti i colleghi di Tim. Ci dobbiamo sentire orgogliosi di appartenere a questo grande gruppo industriale del Paese e internazionale».
Lasco ha poi commentato le sfide future che potranno essere affrontate grazie alla costituzione del nuovo gruppo. «Poste Italiane e Tim – ha detto - saranno un elemento di traino per il lancio e il consolidamento dell’infrastruttura dell’Intelligenza Artificiale. Anche se l’Ai andrà a fare ottimizzazione sulle risorse, noi andremo in controtendenza, garantendo un’infrastruttura evoluta ma continuando ad agire sulle politiche attive del lavoro e a creare nuova occupazione come abbiamo sempre fatto in questi nove anni. Proviamo orgoglio – ha concluso Lasco – perché daremo un futuro alle nuove generazioni». (riproduzione riservata)