??????La Francia sta sostituendo l'Italia come principale fonte di preoccupazione dei mercati sulla sostenibilità del debito europeo, mentre Parigi si avvia a difficili negoziati sulla nuova legge di Bilancio e alle elezioni presidenziali del prossimo anno. Lo scrive il Financial Times, segnalando di fatto la fine dell’era dei Pigs ossia i Paesi mediterranei (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna) con i conti ballerini.
Guardando al confronto con l’Italia, il rendimento dei titoli di Stato italiani di riferimento a 10 anni, che per anni è stato ben al di sopra di quello francese, è rimasto inferiore per gran parte di quest'estate, con gli obbligazionisti che chiedono una compensazione aggiuntiva per acquistare il debito francese.
Un'inversione di trend storico che segna un cambiamento significativo nel modo in cui il mercato valuta i rischi relativi a Roma e Parigi. «Se chiedete a chiunque nei mercati quale sia l'anello debole dell'Europa, la maggior parte indicherà la Francia», sottolinea Rohan Khanna, responsabile della strategia sui tassi europei presso Barclays. «L'Italia è riuscita a passare la palla» alla Francia, che si trova, infatti, alle prese con la «tempesta perfetta» che vede «rischi per la crescita, rischi politici e rischi fiscali», ha aggiunto Khanna.
Al contro l’Italia, a lungo considerata uno dei mutuatari più rischiosi d'Europa per un debito pubblico tra i più elevati del continente, oggi ha conquistato una coorte sempre più numerosa di investitori globali, sulla scia di un periodo di austerità fiscale e di stabilità politica insolitamente lunga. «L'Italia è ormai il fiore all'occhiello dei mercati obbligazionari del G7», sottolinea Adam Posen, presidente del Peterson Institute ed ex membro del comitato di politica monetaria della Bank of England.
Tanto che i sono segnali di una «riallocazione» degli investitori dai titoli francesi a quelli italiani, afferma al quotidiano Tomasz Wieladek, di T Rowe Price. Secondo il FT, gli investitori giapponesi, tradizionalmente grandi detentori di debito francese, stanno riducendo la loro esposizione ai titoli di Parigi.
«La Francia è la nuova Italia», sintetizza Evelyne Gomez-Liechti di Mizuho. E più in geenrale, per Filippo Taddei di Goldman Sachs, la crescente quota di debito sovrano italiano detenuta da investitori stranieri riflette una «normalizzazione» dello status dell'Italia: «Man mano che il denaro viene riallocato in Europa, l'Italia fa parte di questa riallocazione, cosa che in passato non avveniva».
Il Financial Times lega la svolta alla «forte disciplina fiscale» e alla «stabilità politica» di Roma. Basti pensare che il quotidiano ricorda che il rapporto debito/pil italiano è sceso dal 154% del 2020 al 139% quest'anno, mentre quello francese è salito dal 114% al 117%, secondo dati Bce. L'Italia registra inoltre un avanzo primario, mentre il deficit francese si è ampliato oltre il 5% del pil. Per di più, come si legge nella nota del ministero dell’Economia, lo spread, che «a settembre 2022 aveva raggiunto i 251 punti base, a gennaio 2026 è sceso a 59 punti base» (attualmente è intorno agli 82 punti) mentre «il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato francesi (Oat) e i Btp italiani, che aveva già iniziato a ridursi ad agosto, adesso si è azzerato», o meglio oggi è a -4 (con il decennale francese a 86 punti).
Roma, però, aggiunge il Ft, resta sotto pressione perché non si discosti dal percorso fiscale. «Il mercato ha memoria», avverte per esempio Taddei di Goldman Sachs, per questo l'Italia deve mantenere «una politica fiscale molto più prudente» rispetto a Francia e Germania per continuare a essere trattata favorevolmente dagli investitori. (riproduzione riservata)