Dea Capital Re corteggia Emiliano Ranati per il ruolo di ceo
Dea Capital Re corteggia Emiliano Ranati per il ruolo di ceo
Tramontano le chance di Iasi e Lombardo, proposti da Egon Zehnder, per la guida della sgr del gruppo De Agostini

di di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 22/07/2026 23:50

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È pronto per esser spedito a Banca d’Italia il piano con i remedies che Dea Capital Real Estate, la sgr del gruppo De Agostini da oltre 12 miliardi di masse con 50 fondi immobiliari, ha messo a punto per rispondere ai rilievi che Via Nazionale le ha mosso a fine aprile sull’antiriciclaggio. Ma non sarà accompagnato dal nome del nuovo amministratore delegato che, dopo le dimissioni dell’ex ceo Emanuele Caniggia, quel piano lo dovrà realizzare.

Il nodo della successione e il profilo di Emiliano Ranati

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, per ragioni diverse sono tramontate le due candidature di potenziali ceo che l’head hunter Egon Zehnder aveva messo sul tavolo del presidente Giancarlo Scotti, ovvero quella di Sergio Iasi e di Guido Lombardo. E Scotti, che come tecnico di garanzia sta gestendo il delicato passaggio in Dea Capital Re, sta puntando su Emiliano Ranati.

È l’attuale chief people & security officer della multiutility romana Acea, ma fino a settembre 2024 è stato chief financial officer e business development di Cdp Real Asset (la sgr di Cassa che ne gestisce gli investimenti immobiliari e infrastrutturali) durante la gestione Scotti, di cui di fatto è stato il braccio destro. Dopo aver svolto gran parte della carriera in Via Goito,

Ranati faceva parte di una nidiata di giovani manager che il numero uno di Acea, Fabrizio Palermo, aveva promosso quand’era amministratore delegato di Cdp. E che nel 2024 Ranati ha deciso di seguire nella utility romana, abbandonando almeno momentaneamente il business del real estate.

Il rilancio di Dea Capital Re e i rumors sulla cessione

Ora si tratta di rilanciare Dea Capital Re che nel frattempo, per l’intervento di Bankitalia, ha subito il ritiro (senza penalizzazioni) di due fondi da parte di Poste Italiane (fra cui quello da oltre 700 milioni sulla logistica, in affidamento a Generali Real Estate) e che negli ultimi giorni è finita anche al centro di rumors relativi alla vendita da parte del gruppo De Agostini che avrebbe, sempre secondo indiscrezioni, rispedito al mittente qualche avance fatta dai concorrenti.

Dea starebbe anche sondando il gradimento di alcuni importanti investitori sul nome del manager romano. A Novara la cessione non è all’ordine del giorno, ma nella valutazione se accettare l’incarico l’ipotesi del cambio di proprietà è un punto dirimente anche da parte dello stesso Ranati, che preferirebbe stabilità. A questo punto è probabile che in Dea Capital Re la nomina del ceo slitti a settembre.

Il nuovo assetto del consiglio di amministrazione

A fine aprile l’ispezione di Via Nazionale aveva portato alla decapitazione dell’intero board con la nomina a presidente di garanzia di Scotti, top manager ex Generali e Cdp di standing elevato e gradito anche alla Vigilanza. Nel consiglio sono entrati Dino Abate, Stefania Bariatti, Stefania Boroli, Camillo Candia, Andrea Casarotti, Gaetano Casertano, Silvia Rachela. (riproduzione riservata)