De Nora accelera nel trattamento dell’acqua con l’acquisizione di BW Water (BWW), società con sede a Singapore attiva nelle soluzioni integrate per il water treatment. Il gruppo italiano quotato su Euronext Milan ha firmato un contratto di compravendita (Share Purchase Agreement) con BW Renewables e Opal Environmental Solutions per un’operazione dal valore d’impresa (EV) compreso tra 61,5 e 66,5 milioni di dollari.
In questo modo De Nora punta a trasformarsi sempre più in una piattaforma globale solution-driven, andando oltre il tradizionale modello basato sulla vendita di prodotti per offrire soluzioni integrate. Il titolo apre bene a Piazza Affari, martedì 26 maggio, sale del 3,9% a 7,5 euro per 383 milioni di capitalizzazione, mentre il Ftse Miv viaggia in calo.
BW Water è un operatore in forte crescita nel trattamento delle acque industriali, con una presenza consolidata nel Sudest asiatico, negli Stati Uniti e in Europa. Il gruppo dispone di un hub ingegneristico nelle Filippine, impianti produttivi in Malesia e Germania e attività anche in Italia. La società opera come fornitore EPF (Engineering, Procurement and Fabrication) e sviluppa soluzioni (end-to-end) rivolte a settori ad alta crescita e ad elevata intensità tecnologica come semiconduttori, mining, farmaceutico, food & beverage e dissalazione.
BWW può inoltre vantare oltre 30 anni di esperienza nei sistemi di desalinizzazione, segmento destinato a crescere ulteriormente alla luce delle tensioni globali sulla sicurezza idrica.
Nel 2025 BW Water ha registrato ricavi per 91,5 milioni di dollari, in crescita del 7% rispetto al 2024 e più che raddoppiati rispetto ai 40 milioni del 2023. Ad aprile 2026, il backlog si attestava intorno a 190 milioni di dollari, destinato a trasformarsi in fatturato tra il 2026 e il 2027. Sulla base del portafoglio ordini, i ricavi dell’esercizio in corso sono attesi intorno a 130 milioni di dollari.
L’ebitda normalizzato 2025 è pari a circa 3 milioni di dollari. Tuttavia De Nora ritiene di poter estrarre significative sinergie industriali e operative: il gruppo ha individuato risparmi di costo annuali per circa 7 milioni di dollari a regime, da raggiungere nell’arco di tre anni, con circa il 30% già visibile dal 2027. Grazie a queste sinergie e a una maggiore disciplina nell’esecuzione dei progetti, la redditività di BWW dovrebbe progressivamente convergere verso quella del business Water Technology Systems di De Nora.
L’operazione è valorizzata a un multiplo Enterprise Value/Sales 2025 pari a 0,7 volte e a un multiplo Ev/Sales 2026 atteso pari a 0,5 volte. Il multiplo sull’ebitda normalizzato 2025, comprese le sinergie annuali a regime per 7 milioni di dollari Usa – attese nell’arco di tre anni - si colloca in un intervallo compreso tra 6,2 e 6,7 volte, in funzione dell’EV finale. Il closing è previsto per il primo luglio 2026.
Per De Nora l’acquisizione ha una forte valenza industriale perché permette di rafforzare il posizionamento lungo tutta la catena del valore dell’acqua, aumentare la vicinanza ai clienti, entrare in mercati ad alto potenziale come semiconduttori e mining, ampliare la presenza geografica nel Sudest asiatico e partecipare a gare e grandi progetti che richiedono soluzioni integrate.
Secondo l’amministratore delegato Paolo Dellachà, le sfide legate alla scarsità idrica e alla sicurezza degli approvvigionamenti richiedono «soluzioni integrate e su scala globale», mentre il deal rappresenta «un passo chiav» per accelerare la crescita nel trattamento dell’acqua.
Anche Marwan Nesicolaci, ceo di De Nora Water Technologies, sottolinea come l’operazione segni «un cambio di passo» nella costruzione di una piattaforma globale orientata alle soluzioni. Dopo l’integrazione, il backlog combinato del segmento Water Technologies Systems supererà i 350 milioni di euro.
De Nora finanzierà l’acquisizione attraverso debito bancario, principalmente tramite una linea Term Loan da 60 milioni di euro della durata di cinque anni.Al finanziamento partecipano UniCredit come global coordinator, Bnl, Crédit Agricole CIB, Crédit Agricole Italia, Intesa Sanpaolo e Mediobanca.
La società ha precisato che la guidance 2026 e il framework finanziario comunicati al mercato finora non includono ancora gli effetti dell’acquisizione di BW Water. Confermata invece la politica dei dividendi, con payout fino al 25% dell’utile netto consolidato. (riproduzione riservata)