De’ Longhi, Goldman Sachs scommette sul caffè professionale: quanto può salire il titolo con lo spin-off del segmento
De’ Longhi, Goldman Sachs scommette sul caffè professionale: quanto può salire il titolo con lo spin-off del segmento
Goldman Sachs avvia la copertura dell’azione con buy e un prezzo obiettivo di 51 euro. Ma De’ Longhi può valere molto di più, ecco come

di Francesca Gerosa 16/07/2026 10:25

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Goldman Sachs punta su De’ Longhi. La banca d’affari americana ha avviato la copertura dell’azione con una raccomandazione buy e un prezzo obiettivo di 51 euro, che implica un potenziale rialzo del 35%. Di riflesso a Piazza Affari il titolo del produttore leader di macchine per il caffè (circa il 70% delle vendite) balza del 4% a quota 39,3 euro.

Il valore nascosto del caffè professionale

La spinta arriva dal caffè. Il consumo totale è aumentato a livello globale del 70% tra il 2003 e il 2023 (cagr del 3%), quello dell’espresso è cresciuto molto più rapidamente (cagr del 9,6%), sottraendo quota al caffè filtrato (cagr dell’1%). Parallelamente, attraverso acquisizioni mirate, De’ Longhi ha aumentato parecchio la sua esposizione al segmento del caffè professionale, caratterizzato da una crescita più rapida, acquisendo il controllo di maggioranza di Eversys nel 2021 e di La Marzocco nel 2023.

Sebbene il mercato riconosca l’impatto positivo sul mix derivante dal caffè professionale in termini di crescita e margini, Goldman Sachs ritiene che sottovaluti la sostenibilità nel tempo di tale crescita. «Rispetto al consenso di mercato riteniamo che la crescita del segmento del caffè professionale rimarrà più forte più a lungo, sostenuta dall’incremento degli accessori, dei macinacaffè e delle macchine da caffè di lusso», spiega il broker che vede un ulteriore margine di crescita con una maggior penetrazione negli Stati Uniti e in Cina, oltre che con la continua premiumizzazione nei mercati maturi.

Quindi Goldman sachs si aspetta un tasso medio annuo di crescita del 13,7% nel segmento professionale tra il 2025 e il 2030, con le previsioni sui ricavi per il 2026 e il 2027 superiori di 20 punti base/60 punti base rispetto al consenso elaborato dalla società.

L’ebitda crescerà più del previsto

Nel breve termine, inoltre, è convinto che le aspettative sull’ebitda del gruppo siano troppo conservative, fattore che porta il broker ad avere stime superiori al consenso (+1,6%/+4,2% rispetto al consenso 2026/2027 a 645,2 milioni di euro e a 706,2 milioni, rispettivamente), grazie allo spostamento del mix verso il caffè professionale, a una maggior leva operativa, a una spesa per pubblicità e promozioni sostanzialmente stabile e a pressioni più basse del previsto rispetto alle attese derivanti da materie prime e dazi.

Upside del 60% con lo spin-off del segmento delle macchine da caffè professionali

A questo Goldman Sachs aggiunge una storia di allocazione del capitale particolarmente interessante. La società mantiene una posizione di cassa netta in bilancio e il management ha espresso una chiara preferenza per l’acquisto delle quote di minoranza nel proprio business del caffè professionale. L’analisi di Goldman Sachs suggerisce che una simile mossa può avere un effetto accrescitivo del 2-5% sull’utile per azione del 2027, assumendo che le quote di minoranza vengano rilevate attraverso un’operazione interamente in contanti, utilizzando la liquidità disponibile della società.

Al contempo, ipotizza Goldman Sachs, gli azionisti di minoranza potrebbero proporre uno spin-off di questo segmento nel 2028. In questo scenario, «la somma delle parti implica un rialzo del 55-60% con un valore per azione di De’ Longhi pari a 58-61 euro. Ma vi è ulteriore spazio per un upside qualora il business professionale venisse valutato in linea con i multipli dei competitor del segmento delle apparecchiature commerciali premium».

Oltre a questo, la banca d’affari vede ulteriore spazio per riacquisti di azioni proprie, un dividendo più elevato e ulteriori acquisizioni, tutte iniziative che storicamente hanno rappresentato contributi significativi alla crescita. «All’interno del settore degli elettrodomestici De’ Longhi è uno dei nostri titoli preferiti: bassa concorrenza, marchi forti, significativo spazio di crescita nelle categorie chiave, pricing power e margini e rendimenti elevati sostenibili», precisa.

De’ Longhi trattata erroneamente come una società tradizionale di piccoli elettrodomestici

Dal punto di vista della valutazione, De’ Longhi tratta a 6,4x l’ev/ebitda 2027 rispetto a un multiplo storico a due anni di circa 7,3x e alla media dei concorrenti di 8,9x. «Il nostro prezzo obiettivo implica un multiplo di 8,5x l’ev/ebitda a 24 mesi, a premio rispetto alla storia che riteniamo giustificato considerando l’aumento dei rendimenti», spiega la banca d’affari, ribadendo che De’ Longhi viene classificata sempre più erroneamente come una società tradizionale di piccoli elettrodomestici. Sebbene rimanga un’azienda produttrice di elettrodomestici, il suo bacino principale di profitti e la sua direzione strategica sono ormai saldamente centrati sul caffè, un business che storicamente ha generato un profilo di crescita organica del 6%.

Guardando al futuro, «prevediamo una crescita organica annua del 6,4% tra il 2025 e il 2030 e margini ebitda rettificati intorno al 17%, posizionando De’ Longhi davanti alla maggior parte dei concorrenti nel settore degli elettrodomestici», conclude Goldman Sachs. (riproduzione riservata)