Andrea De Gennaro resta alla guida della Guardia di Finanza
Andrea De Gennaro resta alla guida della Guardia di Finanza
Il governo proroga di sei mesi il mandato, citando le tensioni internazionali

di Silvia Valente 08/04/2026 17:20

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Il governo vuole far rimanere il generale di corpo d’armata Andrea De Gennaro per altri sei mesi comandante generale della Guardia di Finanza, ossia fino al 31 dicembre. Lo prevede un emendamento che l’esecutivo è pronto a inserire nel decreto sicurezza, che deroga alla disciplina ordinaria.

Una scelta motivata dallo stallo nelle procedure di individuazione della nuova guida della Gdf e i tempi ristretti per arrivare a una decisione condivisa. Allo stesso tempo, come si legge nell’emendamento, alla base della decisione ci sono le «esigenze connesse all’attuale straordinaria situazione geostrategica e di tensione internazionale». Una ragione che avrebbe convinto anche il Quirinale, informato preventivamente delle intenzioni del governo, a dare il suo via libera alla proroga di De Gennaro.

Nessuna promozione dunque né per Bruno Buratti, attuale vice di De Gennaro, né per Fabrizio Cuneo, comandante Interregionale dell’Italia Centrale della GdF, dati tra i favoriti alla successione, perché andranno entrambi in pensione prima di fine anno.

Il risiko delle nomine

Il governo però dovrà fare i conti con l’impossibilità di contare su di De Gennaro per sostituire uno dei presidenti delle grandi partecipate pubbliche in scadenza nei prossimi mesi. Il nome di De Gennaro veniva fatto in primis per subentrare all’attuale presidente dell’Eni, Giuseppe Zafarana, l’ex comandante generale della Guardia di Finanza sostituito nel maggio 2023 da De Gennaro. Un’opzione ora da escludere. Si fa strada quindi l’ipotesi di Elisabetta Belloni, ex direttrice del Dis, e non è da ritenersi impossibile l’opzione Luca Zaia, ex governatore del Veneto. Mentre è stata smentita l’ipotesi del direttore dell’Aise, Giovanni Caravelli.

Si era poi fatto il nome di De Gennaro anche come possibile sostituto anche di Stefano Pontecorvo, attuale presidente di Leonardo che con ogni probabilità dovrà preparare gli scatoloni. In corsa c’è anche in questo caso l’ex segretaria generale della Farnesina, Elisabetta Belloni, oltre a Stefano Cuzzilla, ora al vertice di Trenitalia, e Giuseppe Cossiga, figlio dell’ex capo dello Stato e presidente della federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza. Nelle ultime ore sta guadagnando terreno l’ipotesi Francesco Macrì, attuale presidente di Estra, in quota Fratelli d’Italia. (riproduzione riservata)