Dalla pasta al pomodoro. Dopo una trattativa durata alcuni mesi (i primi contatti formali si sono tenuti a marzo), il gruppo De Cecco ha siglato un accordo vincolante per rilevare il 100% di Rosso Gargano, azienda consortile foggiana tra i leader nella lavorazione del pomodoro per la produzione di pelati, passate, cubettate, datterini. Un deal che consente al gruppo di Fara San Martino (Chieti) di puntare a raggiungere il miliardo di euro di ricavi già l’anno prossimo.
Nell’operazione, Intesa Sanpaolo attraverso la Divisione IMI CIB ha agito in qualità di underwriting bank, mettendo a disposizione le risorse finanziarie necessarie al perfezionamento dell’acquisizione.
Rosso Gargano è una società consortile agricola per azioni di Foggia che dispone di una filiera integrata dal campo alla distribuzione, attraverso il coordinamento di diverse fasi delle attività dei propri consorziati, produce e trasforma prodotti a base di pomodoro e conserve alimentari e vegetali, gestendo e programmando la coltivazione della materia prima, occupandosi della trasformazione dei prodotti agricoli dei soci e di terzi presso i propri stabilimenti e promuovendone l’immissione sul mercato.
Nata una ventina di anni fa come azienda di produttori associati, oggi è un marchio noto della Capitanata, che nel 2025 ha raggiunto gli 83 milioni di euro di fatturato e un utile di 4,5 milioni di euro, entrambi in netta crescita.
Con questa acquisizione De Cecco avrà pieno controllo della filiera produttiva di Rosso Gargano, in un settore strategico per il pastificio e di rilevante qualità strutturale e logistica, grazie al rinnovamento tecnologico effettuato recentemente.
Con l’acquisizione di Rosso Gargano e l’avvio delle nuove linee di produzione si prevede che il totale dei prodotti venduti dal gruppo De Cecco passi da 2,7 milioni di quintali nel 2026 a 4,5 milioni di quintali nel 2027, mentre il fatturato complessivo dovrebbe passare dai 740 milioni del 2026 a un miliardo nel 2027. Un target che, così, verrebbe raggiunto con due anni di anticipo rispetto a quanto previsto nel piano quinquennale varato da De Cecco nel 2024. (riproduzione riservata)