Sul tavolo del consiglio dei ministri di oggi, 23 luglio, pomeriggio è atteso il 4 ddl Concorrenza. «Ne abbiamo fatti quattro consecutivi noi, chi ci ha preceduto no», ha voluto precisare il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo alla conferenza stampa congiunta Confapi-Fiap sul Libro Bianco «Made in Italy 2030».
Il provvedimento sulla concorrenza di quest’anno introduce diverse novità che riguardano la quotidianità di cittadini e imprese italiani.
Il ddl comprende norme più rigide per i distributori di carburanti, per far chiudere quelli vecchi e obsoleti e ridurre il numero di pompe, oggi eccessivo rispetto alle medie europee.
Concretamente la bozza del disegno di legge prevede una stretta sugli impianti di distribuzione dei carburanti. Il titolo autorizzativo potrà essere rilasciato solo a chi dimostra di possedere «la capacità tecnico-organizzativa ed economica necessaria a garantire la continuità e la regolarità» del servizio, a chi non è colpevole di frodi, delitti e cause di esclusione automatica dai contratti pubblici, a chi rispetta le norme in materia contributiva e a chi applica il contratto collettivo nazionale di lavoro, «previa esibizione del documento unico di regolarità contributiva (Durc)». Il rilascio dell’autorizzazione sarà inoltre «subordinato alle verifiche in materia di documentazione antimafia».
A partire dal 2028, per operare, gli impianti dovranno distribuire non solo benzina e diesel ma anche carburanti alternativi ai combustibili fossili. E dovranno anche guardare alla transizione green, anche se con l’aiuto dello Stato: per trasformarsi in stazioni di ricarica elettrica o di distribuzione di biocarburanti saranno infatti concessi incentivi pari a 112 milioni di euro in 3 anni (2028, 2029 e 2030), risorse ricavate dalla tassa europea Ets sulle emissioni di Co2.
Come già anticipato da MF-Milano Finanza, nel ddl c’è anche la delega al governo per riformare l'assicurazione auto. Gli obiettivi esplicitati sono «correlare il costo del premio al rischio effettivamente assunto dall’impresa», rendere più efficiente il sistema del risarcimento diretto, rafforzare il contrasto alle frodi assicurative e all’evasione dell’obbligo assicurativo. La riforma, in particolare, dovrà partire dalla revisione del bonus/malus, che dovrà essere basato «su una più ampia disponibilità di informazioni e su metodologie di valutazione del rischio maggiormente evolute, in modo da meglio valorizzare i comportamenti di guida virtuosi e ridurre il peso relativo di alcune variabili indirette, e in particolare quella territoriale, stimolando ulteriormente la competitività fra le imprese a vantaggio degli assicurati».
Il ddl Concorrenza opera, inoltre, una stretta sulle telefonate commerciali nelle telecomunicazioni. Di fatto si tratta di estendere lo stesso regime di limitazione per le chiamate commerciali già previsto per il settore energetico e del gas, contro anche il «telemarketing selvaggio» e gli operatori telefonici non autorizzati.
Il provvedimento riconosce inoltre ai consumatori il diritto di portare via gli alimenti e le bevande acquistati e non consumati nei ristoranti e nei locali, la cosiddetta doggy bag. Sarà poi un decreto del ministro delle Imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministro della salute, «da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge» a definire i criteri e le modalità per erogare il servizio di asporto del cibo non consumato all'interno dei locali e l'istituzione del logo ufficiale, che indicherà l’opzione asporto. (riproduzione riservata)