Nonostante i negoziati dell'ultimo minuto tra Washington e Ottawa, i nuovi dazi del 50% imposti dal presidente americano. Donald Trump, su diversi prodotti canadesi tra cui cemento e mazze da hockey sono entrati ufficialmente in vigore a partire da sabato 22 agosto.
Il ministro del Commercio canadese Dominic LeBlanc è rimasto a Washington fino a tarda sera per cercare di raggiungere un accordo che avrebbe annullato le tariffe – inizialmente previste per mercoledì 19 agosto ma rinviate all'ultimo minuto da Trump – che colpiscono importazioni canadesi negli Stati Uniti per un valore di 20 miliardi di dollari.
Il Canada, che si è rifiutato di accettare le condizioni imposte da Washington per evitare l'introduzione di dazi punitivi, imporrà a sua volta tariffe equivalenti sugli Stati Uniti: lo ha annunciato il primo ministro canadese Mark Carney. «Il Canada applicherà dazi equivalenti, al dollaro, per proteggere i nostri lavoratori e le nostre imprese», ha dichiarato Carney in un comunicato.
Le tariffe punitive, scattate alle 00:01 di sabato 22 agosto (le 6:01 in Italia), interessano importazioni canadesi per un valore complessivo di 20 miliardi di dollari, tra i prodotti più emblematici i media esteri inseriscono cemento e mazze da hockey. Secondo alcune stime, i due prodotti rappresentano circa il 5,5% delle esportazioni del Canada verso gli Stati Uniti.
I due governi hanno riconosciuto di non essere riusciti a raggiungere un'intesa pochi minuti prima dell'ultimatum fissato dal presidente americano, attribuendosi reciprocamente la responsabilità del fallimento. Tra i nodi più caldi della trattativa c’era anche il settore automobilistico. Washington e Ottawa stavano infatti trattando una riduzione dal 25% al 15% dei dazi Usa sulle vetture prodotte in Canada.
Stellantis, in particolare, figura tra i costruttori maggiormente esposti al braccio di ferro commerciale: dispone in Canada degli impianti di Windsor e Brampton e la sua catena produttiva attraversa continuamente il confine con gli Stati Uniti. L'incertezza sui dazi ha già impattato le strategie industriali del gruppo guidato da Antonio Filosa, che ha dovuto trasferire in Illinois la produzione della futura Jeep Compass (inizialmente prevista a Brampton) e sta valutando la vendita dello stabilimento dell'Ontario.
Senza un accordo sul calcolo del valore componente e con la revisione dell'Usmca sullo sfondo — che con le nuove regole d'origine minaccia costi da 2 miliardi di dollari all'anno per ciascuno dei grandi costruttori americani — per l'automotive viene a mancare lo sconto auspicato.
Il ministro canadese del Commercio, Dominic LeBlanc, ha trascorso gli ultimi giorni a Washington nel tentativo di superare la crisi. Le nuove tariffe, annunciate a luglio, sarebbero dovute entrare in vigore mercoledì 18, ma Trump aveva concesso un rinvio di tre giorni alla luce dei progressi nei colloqui. Venerdì 21 il presidente americano si era detto ottimista, sottolineando la sua «buona relazione» con Carney. Ed è stato il premier canadese a prendere atto «con amarezza» del deterioramento dei rapporti bilaterali: «Abbiamo capito che l'America è cambiata e che non torneremo alla nostra vecchia relazione».
Circa il 70% delle esportazioni canadesi è diretto negli Stati Uniti. Sebbene la maggior parte dei prodotti sia esente da tariffe grazie all'accordo di libero scambio tra Stati Uniti, Canada e Messico, i dazi introdotti da Trump hanno già colpito duramente settori strategici come l'alluminio, l'acciaio e l'industria automobilistica. La nuova tornata interessa anche merci normalmente protette dall'accordo.
Ottawa aveva cercato di favorire l'intesa chiedendo alle province di interrompere il boicottaggio di vini e liquori americani, una delle principali richieste di Washington, che pretende inoltre condizioni più favorevoli per i propri produttori lattiero-caseari sul mercato canadese. Diverse province, tuttavia, non hanno accolto l'invito del governo federale. Resta inoltre irrisolta la questione del futuro dell'accordo commerciale nordamericano, che Washington ha rifiutato il mese scorso di rinnovare a lungo termine. Dal suo insediamento, nel marzo 2025, Carney cerca di ridurre la dipendenza economica del Canada dagli Stati Uniti, rafforzando i rapporti commerciali con l'Europa e l'Asia. (riproduzione riservata)