Via libera finale dal Parlamento Europeo all’accordo sui dazi con gli Stati Uniti. Gli eurodeputati hanno approvato con una larga maggioranza quella che sarà la loro posizione negoziale durante le trattative con i governi riuniti nel Consiglio. Il voto riguardava le due proposte della Commissione che permetteranno di recepire l’intesa con gli Usa al termine del procedimento legislativo con Stati membri ed Eurocamera. Il trilogo dovrebbe partire a metà aprile e l’auspicio è di trovare una quadra entro giugno.
Il patto siglato in Scozia lo scorso agosto tra Donald Trump e la presidente Ursula von der Leyen prevede la riduzione al 15% dei dazi imposti all’Ue, che in cambio deve azzerare le tariffe sulle importazioni di beni industriali americani. L’intesa stabilisce anche condizioni privilegiate per alcuni prodotti ittici e agricoli statunitensi. Per accettare questo accordo, però, il Parlamento Europeo ha preteso dei paletti che potrebbero complicare le trattative con i governi.
La fiducia degli eurodeputati in Trump è ai minimi termini dopo una serie di giravolte, come quando il presidente americano ha minacciato nuovi dazi per le tensioni sulla Groenlandia. Poi c’è l’incertezza dovuta allo stop della Corte Suprema alle tariffe della Casa Bianca.
Ecco perché gli eurodeputati hanno chiesto di inserire una clausola che sospende l’accordo se gli Usa introdurranno altri dazi. Poi è prevista una clausola sunrise che subordina l’entrata in vigore del patto al rispetto degli impegni presi da Washington, soprattutto la riduzione delle teariffe al 15% per i prodotti con meno del 50% di acciaio e di alluminio. E per finire c’è una clausola sunset che fissa la scadenza dell’accordo al 31 marzo 2028, salvo rinnovo.
«Con il voto di oggi disponiamo di un forte mandato per i negoziati e intendiamo sfruttarlo al massimo. Ci aspettiamo che il Consiglio e la Commissione si allineino alla nostra posizione», è il commento del relatore Bernd Lange (S&D). «I deputati potranno sostenere i termini commerciali dell’accordo solo se il regolamento conterrà garanzie molto solide e chiare e solo dopo che gli Stati Uniti avranno pienamente rispettato i termini dell’intesa».
I socialisti quindi restano critici su un patto che definiscono «sbilanciato» e temono ulteriori concessioni agli Usa. «È fondamentale che il Consiglio, incluso il governo di Giorgia Meloni, non annacquino le tutele votate oggi: farlo significherebbe rischiare di far deragliare ogni possibile accordo», commenta Brando Benifei (Pd), coordinatore della commissione Commercio internazionale per i socialisti.
«Siamo pronti a negoziare in modo costruttivo, ma l’Ue deve restare saldamente al controllo del processo e il Parlamento avrà l’ultima parola». Il voto del 26 marzo, insomma, «non deve essere visto come un via libera finale», scrive S&D in una nota. «Abbiamo inviato un messaggio chiaro: abbiamo detto sì ora, ma solo sulla base di condizioni rigorose per l’accordo finale».
L’obiettivo condiviso da tutti gli eurodeputati, in ogni caso, è quello di garantire stabilità alle imprese europee. «Dobbiamo inviare un messaggio di responsabilità che offra certezze alle nostre aziende e ai nostri laboratori», dichiara Daniele Polato (FdI), coordinatore per il commercio dei conservatori di Ecr. «Vogliamo che il voto su questi accordi sia il segnale di un nuovo inizio e che si apra una nuova fase nelle relazioni con gli Stati Uniti, che rimangono un partner cruciale».
In ogni caso l’ok del Parlamento Europeo viene apprezzato dalla Commissione. «Oggi è stato compiuto un passo cruciale», scrive su X il commissario per il Commercio, Maros Sefcovic. «Abbiamo bisogno che l’accordo Ue-Usa sia attuato da entrambe le parti, offrendo reale certezza alle imprese europee e dimostrando che una vera partnership porta risultati. Questa è la direzione di cui abbiamo bisogno».
Passi avanti che potrebbero arrivare grazie all’incontro del 27 marzo, in Camerun, tra il commissario slovacco e il rappresentante americano per il Commercio, Jamieson Greer. E in ogni caso, spiega un portavoce della Commissione, «ci aspettiamo che l’amministrazione statunitense faccia la sua parte e rispetti gli impegni» soprattutto sull’acciaio e i suoi derivati.
Anche gli Usa sembrano soddisfatti per l’ok dell’Eurocamera. «Accogliamo con favore il voto odierno, che garantisce la stabilità e la prevedibilità auspicate da entrambe le parti, stimolando la crescita economica e la competitività delle nostre economie. Ora auspichiamo una rapida conclusione dei colloqui tra i negoziatori europei per finalizzare questo importante traguardo», si legge nella nota di Andrew Puzder, ambasciatore degli Stati Uniti nell’Ue.
Lo stesso diplomatico che qualche ora prima aveva fatto capire al Financial Times che l’Europa, senza l’ok sui dazi, rischiava di non avere più un accesso privilegiato al gnl americano. Un ricatto velato in un momento in cui i prezzi dell’energia sono tornati a correre proprio per colpa della guerra iniziata dagli Usa in Iran. (riproduzione riservata)