Davos, von der Leyen (Ue) risponde a Trump: dazi Usa aggiuntivi un errore. La sovranità della Groenlandia non è negoziabile
Davos, von der Leyen (Ue) risponde a Trump: dazi Usa aggiuntivi un errore. La sovranità della Groenlandia non è negoziabile
Per la presidente della Commissione l’indipendenza europea è un imperativo. A Davos von der Leyen ricorda anche il patto sui dazi di luglio: un accordo è un accordo. Pronti nuovi investimenti per la Groenlandia e si avvicina l’intesa commerciale con l’India

di Luca Carrello e Alberto Mapelli 20/01/2026 11:30

Ftse Mib
44.497,26 15.03.40

-1,55%

Dax 30
24.607,74 15.03.42

-1,41%

Dow Jones
49.359,33 14.30.01

-0,17%

Nasdaq
23.513,10 7.25.15

-0,06%

Euro/Dollaro
1,1740 14.48.47

+0,86%

Spread
61,68 15.18.46

+0,24

Ursula von der Leyen risponde in modo fermo al presidente americano, Donald Trump, che ha minacciato l’Ue con nuovi dazi dopo le tensioni sulla Groenlandia. «Le tariffe aggiuntive proposte dagli Usa sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data», sottolinea con decisione la presidente della Commissione dal World Economic Forum di Davos in Svizzera. 

All’Europa non resta che agire per adattarsi al nuovo contesto geopolitico e diventare più autonoma. «Questi shock possono e devono rappresentare un’opportunità», spiega von der Leyen. «Il cambiamento sismico che stiamo attraversando è un’occasione, anzi una necessità, per costruire una nuova forma di indipendenza europea. Questa esigenza non è nuova, né una reazione agli eventi recenti: è un imperativo strutturale da molto tempo». 

Mano tesa agli Usa

Dall’1 febbraio Trump vuole imporre nuovi dazi agli otto Paesi (Germania, Francia, Danimarca, Olanda, Svezia, Finlandia, Norvegia e Regno Unito) che hanno inviato un piccolo contingente militare nell’isola sull’Artico per delle esercitazioni. Si è trattato di una risposta alle mire del presidente americano, che punta ad annettere la Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale vista l’espansione di Cina e Russia nella regione. 

A Bruxelles il livello d’allarme è subito salito alle stelle (giovedì 22 gennaio i leader europei ne parleranno in un apposito vertice) ma la via maestra resta quella diplomatica. «Consideriamo il popolo statunitense non solo un alleato, ma un amico», spiega von der Leyen a Davos, dove ha incontrato una delegazione del Congresso americano, mentre non è ancora previsto un colloquio con Trump. «Trascinarci in una pericolosa spirale discendente finirebbe solo per aiutare gli stessi avversari che entrambi siamo impegnati a tenere fuori dal nostro orizzonte strategico».

Dall’Ue risposta ferma

A differenza del passato, però, l’Ue ha adottato una posizione più ferma verso gli Usa. Bruxelles potrebbe non rinnovare la sospensione (scade a inizio febbraio) dei contro-dazi da 93 miliardi varati durante il primo scontro commerciale con gli Usa. La contesa si era chiusa con un accordo in Scozia, che von der Leyen chiede a Trump di rispettare. 

«L’Ue e gli Stati Uniti hanno raggiunto un’intesa commerciale lo scorso luglio. E in politica, come negli affari, un accordo è un accordo. Quando degli amici si stringono la mano deve significare qualcosa», precisa la presidente della Commissione. «Per questo la risposta europea sarà ferma, unita e proporzionata», con la Francia che propone di usare lo strumento anti-coercizione, un bazooka che permette di escludere le aziende americane dal mercato europeo.

Groenlandia non negoziabile

Italia e Germania, più esposte all’export con gli Usa, frenano però sull’ipotesi ma senza rompere l’unità dei 27 Stati membri. La premier Giorgia Meloni ha detto apertamente a Trump che i nuovi dazi sono un «errore» e si è coordinata con gli alleati europei. Sulla Groenlandia, insomma, la posizione dell’Ue non cambia ed è netta. 

«La sua sovranità e integrità non sono negoziabili», dichiara von der Leyen. Anche per questo «stiamo lavorando a un massiccio aumento degli investimenti nell’isola (territorio autonomo della Danimarca, ndr)», che non sarà venduta agli Stati Uniti ma inserita nel mercato europeo. Questo non vuol dire che l’Ue non sia consapevole delle minacce di Cina e Russia, ma la risposta dovrà passare dalla «collaborazione con gli Usa e i partner della Nato, per una più ampia sicurezza artica».

Intesa con l’India vicina

Le prossime settimane saranno decisive e non è detto che si arrivi a una soluzione. Per cautelarsi, quindi, la Commissione è pronta a concludere nuovi accordi per diversificare le rotte e tamponare l’effetto dei possibili dazi aggiuntivi. «Siamo sul punto di concludere un’intesa commerciale storica con l’India, che creerebbe un’area di libero scambio con quasi due miliardi di abitanti», svela von der Leyen. «Stiamo lavorando anche a un nuovo accordo con l’Australia e avanzando nei negoziati con Filippine, Thailandia, Malesia, Emirati Arabi Uniti e altri ancora».

Queste intese si aggiungerebbero a quella con il Mercosur (Brasile, Uruguay, Argentina e Paraguay) che, secondo la presidente della Commissione, «ha inviato un potente messaggio al mondo: l’Ue sceglie il commercio equo rispetto ai dazi, i partenariati rispetto all’isolamento, la sostenibilità sullo sfruttamento. Con l’America Latina abbiamo creato la più grande area di libero scambio del mondo: un mercato che vale oltre il 20% del pil globale e riunisce 31 Paesi e oltre 700 milioni di consumatori». (riproduzione riservata)