Cresce l’attesa per l’arrivo di Donald Trump a Davos. Il presidente Usa è pronto a prendersi la scena al World Economic Forum in Svizzera con un discorso che sarà passato al setaccio soprattutto dai leader europei. La Casa Bianca ha aperto un nuovo fronte con l’Ue, minacciando di arrotondare i dazi per gli otto Paesi (i tre Scandinavi, Germania, Francia, Regno Unito e Olanda) che hanno inviato un manipolo di soldati in Groenlandia.
Si è trattato di un’esercitazione simbolica in risposta alle mire di Trump, che vorrebbe annettere l’isola per contrastare l’espansione di Cina e Russia nella regione. La mossa ha fatto infuriare il presidente americano, pronto a imporre nuove tariffe. I leader europei hanno reagito in modo compatto alla minaccia, con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente francese Emmanuel Macron che a Davos, il 20 gennaio, hanno usato toni duri contro Trump.
Oggi, 21 gennaio, il leader dei repubblicani arriverà nella cittadina svizzera e pronuncerà un discorso alle 16.30. L’intervento potrebbe slittare perché il presidente Usa è partito con tre ore di ritardo per un guasto all’Air Force One. Non è ancora chiaro il tono del suo intervento perché, dopo aver dichiarato di voler andare dritto sulla Groenlandia, nelle ultime ore Trump ha aperto a un possibile accordo con gli europei, che potrebbe incontrare di persona in questi giorni a Davos.
Un ramoscello d’ulivo che von der Leyen sembra aver colto in mattinata nel suo discorso davanti al Parlamento Europeo. «Lavoreremo con gli Stati Uniti e tutti i partner della Nato per una più ampia sicurezza artica. In particolare credo che dovremmo utilizzare l'aumento della spesa per la difesa per equipaggiamenti pronti per l'Artico e rafforzare i nostri accordi di sicurezza con partner come Regno Unito, Canada, Norvegia, Islanda e altri», ha spiegato von der Leyen, annunciando anche un pacchetto a sostegno della sicurezza artica e un massiccio aumento degli investimenti in Groenlandia.
Intanto le borse sembrano apprezzare la possibile distensione. Il 21 gennaio i future di Wall Street si muovono in leggero rialzo dopo le pesanti perdite del giorno precedente. Più in difficoltà invece gli indici europei, soprattutto Milano (-0,8% alle 11) e Francoforte (-0,6% alla stessa ora) data la forte esposizione all’export delle imprese italiane e tedesche. Si tratta comunque di perdite più contenute rispetto a quelle dei gironi passati. (riproduzione riservata)