Davos, il premier del Canada Carney: «Finito l’ordine mondiale. Bisogna resistere all’egemonia Usa». Il discorso integrale
Davos, il premier del Canada Carney: «Finito l’ordine mondiale. Bisogna resistere all’egemonia Usa». Il discorso integrale
Standing ovation a Davos per il discorso di Mark Carney, premier del Canada che parla di nuovo ordine mondiale. Intanto Trump posta un’immagine con Venezuela, Canada e Groenlandia sotto la bandiera Usa

di Elena Dal Maso 21/01/2026 08:30

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L’ordine internazionale fondato su regole conosciute e condivise sta attraversando una «frattura, non una transizione», ha avvertito il premier canadese Mark Carney, esortando le cosiddette «potenze di mezzo» del mondo a reagire e a coalizzarsi fra di loro.

Carney non ha citato Donald Trump direttamente, ma il suo discorso a Davos ha ricevuto una standing ovation al World Economic Forum in Svizzera, dove il presidente degli Stati Uniti parlerà mercoledì, a pochi giorni dalla minaccia di imporre nuovi dazi all’Europa se non accetta il suo piano di annettere la Groenlandia.

Il premier canadese, ex banchiere centrale nel Regno Unito, ha indicato come «finzione» l’idea di un ordine globale incentrato sull’«egemonia americana», sostenendo che l’era del multilateralismo sta finendo, mentre organismi come l’Organizzazione mondiale del commercio e le Nazioni Unite risultano «fortemente indeboliti». «I canadesi sanno che la vecchia e comoda convinzione secondo cui la nostra geografia e l’appartenenza ad alleanze garantiscono automaticamente prosperità e sicurezza non è più valida», ha detto Carney. «Voglio essere diretto: siamo nel mezzo di una frattura, non di una transizione».

Il deciso intervento del Canada, secondo partner commerciale degli Stati Uniti, arriva mentre i Paesi in Europa faticano a trovare una risposta all’aggressività di Trump sulla Groenlandia e ai tentativi di annettere l’isola artica sottraendola alla Danimarca, alleato della Nato. Intanto Copenhagen ha inviato altre truppe nel territorio in un contesto di tensioni via via crescenti. Anche perché la Casa Bianca ha rifiutato di escludere l’uso della forza per conquistare l’isola.

Trump sta cercando di riorganizzare il commercio globale e mette a prova la forza delle alleanze economiche e militari che hanno definito la geo-politica dalla fine della Seconda guerra mondiale. Carney è un esponente del Partito Liberale che ha vinto le elezioni lo scorso anno promettendo di difendere il Canada dai dazi e da allora cerca di negoziare un accordo commerciale con il presidente Usa.

Canada, Venezuela, Groenlandia sotto gli Usa?

Trump ha ripetutamente definito il Canada il «51° Stato», provocando boicottaggi dei prodotti americani da parte dei canadesi e un forte calo dei viaggi verso gli Stati Uniti. Martedì Trump ha condiviso sul suo account Truth la foto di una mappa con Venezuela, Canada e Groenlandia coperti dalla bandiera statunitense. All’inizio di gennaio, gli Stati Uniti hanno fatto un blitz in Venezuela e catturato il presidente Nicolas Maduro rivendicando il controllo del settore petrolifero del Paese.

«Non si può vivere nella menzogna di un beneficio reciproco attraverso l’integrazione quando l’integrazione diventa la fonte della propria subordinazione», ha detto Carney a Davos. Le «potenze di mezzo», tra cui il Canada, devono collaborare tra loro perché «se non sei al tavolo, sei nel menu», ha aggiunto. «La nostalgia non è una strategia. Ma crediamo che dalla frattura si possa costruire qualcosa di più grande, migliore, più forte e più giusto», ha sottolineato l’ex banchiere centrale.

Canada-Cina: l’inizio del nuovo ordine mondiale

Carney si era recato a Pechino la scorsa settimana per uno storico incontro con il presidente cinese Xi Jinping, il primo dopo dieci anni mentre Ottawa cerca di rilanciare i rapporti per ridurre la dipendenza commerciale dagli Stati Uniti. Durante la visita, Carney ha detto che la Cina è un partner più «prevedibile» degli Stati Uniti e che la relazione Canada-Cina rientra in un «nuovo ordine mondiale».

A Davos, il premier canadese ha citato Tucidide e Václav Havel — ex presidente ceco, poeta e dissidente mandato in carcere — spiegando che Paesi come il Canada devono cambiare rotta per evitare ulteriori «coercizioni» da parte di attori più potenti. «Quando le regole non ti proteggono più, devi proteggerti da solo. Ma guardiamo con lucidità a dove questo conduce: un mondo di fortezze sarà più povero, più fragile e meno sostenibile». (riproduzione riservata)