Il titolo Datalogic strappa a Piazza Affari e si adegua al prezzo dell'opa lanciata dall'azionista di controllo Hydra con obiettivo il delisting dal segmento Star di Borsa Italiana. L’azione della società specializzata nella produzione di lettori di codici a barre, quotata dal 2001, segna un balzo del 35,66% a 5,82 euro con volumi boom:1,7 milioni di pezzi, 80 volte la media giornaliera di 20.451 pezzi.
Venerdì 29 maggio a mercato chiuso la famiglia Volta (detiene già il 64,85% del capitale di Datalogic; il 79% dei diritti di voto; le azioni proprie cubano per il 10%), tramite la holding Hydra Investimenti, ha annunciato il lancio di un’offerta pubblica d’acquisto volontaria totalitaria sul restante 25,08% del capitale al prezzo di 5,82 euro per azione, dividendo incluso, con un premio del 36% rispetto all'ultimo prezzo di chiusura del titolo a 4,29 euro. Ma il valore è anni luce lontano dal massimo storico a 28,24 euro a marzo 2018.
L’efficacia dell’offerta è subordinata al raggiungimento di adesioni tali da consentire a Hydra di detenere una partecipazione superiore al 90% del capitale sociale di Datalogic. Hydra ha precisato che l’operazione è finalizzata a ottenere il delisting di Datalogic da Borsa Italiana, attraverso il raggiungimento di una quota superiore al 90% del capitale e il successivo esercizio del diritto di acquisto (squeeze-out) oppure mediante una fusione di Datalogic in Hydra, società non quotata.
Le motivazioni alla base dell’offerta e del delisting sono da riassumersi nella volontà del management/famiglia Volta di una maggior flessibilità gestionale/operativa con una maggior possibilità di focalizzarsi su progetti a lungo-termine. Secondo l’offerente tali investimenti spesso non si conciliano con le logiche di breve termine del mercato quotato.
In pratica per ogni azione conferita in opa, Hydra riconoscerà un corrispettivo di 5,82 euro per azione, dividendo incluso. Poiché Datalogic distribuirà un dividendo di 0,12 euro per azione il prossimo 15 luglio (data di stacco cedola: 13 luglio), qualora lo stacco della cedola avverrà prima della data di pagamento dell’offerta (prevista il quinto giorno di borsa aperta successivo alla chiusura del periodo di adesione, da concordare con Borsa Italiana), il corrispettivo sarà automaticamente ridotto di 0,12 euro, passando a 5,7 euro per azione.
«Il prezzo offerto equivale ai seguenti multipli impliciti: p/e adjusted 2026-2027 di 20,5-13,2, ev/ebit adjusted di 15,4-10,2x e ev/ebitda adjusted di 6-5x ed è praticamente allineato al nostro target price», commenta Equita (rating hold).
Al prezzo dell’offerta, «sulla base delle nostre stime 2026, Datalogic sarebbe valutata circa 28,6x il p/e 2026 e a circa 23,6x l’ev/ebit 2026, multipli sostanzialmente in linea con le medie storiche con cui ha negoziato in borsa il titolo», conferma Banca Akros che, alla luce dell’opa, ha modificato la raccomandazione a «rating sospeso» (da neutral) e il nostro prezzo obiettivo a «n.d.» da 4,50 euro.
Invece, per Intermonte il prezzo offerto da Hydra incorpora un premio modesto (9,6%) «rispetto alla nostra valutazione basata sui fondamentali. Tuttavia, l'ipotesi di una successiva fusione di Datalogic in Hydra rende, a nostro avviso, probabile il successo dell'offerta», spiega la sim che ha abbassato il rating sul titolo da outperform a neutral con il target price ora allineato al prezzo offerto di 5,7 euro per azione (da 5,2 euro). (riproduzione riservata)