Il titolo Danieli è volato verso i massimi dell’anno (70,20 euro) a Piazza Affari (+7% a 69,55 euro in chiusura il 20 maggio) dopo che il Parlamento Europeo ha approvato a larghissima maggioranza le misure di salvaguardia per il settore siderurgico europeo che ora passeranno all’approvazione del Consiglio Europeo prima di entrate in vigore dal 1° luglio.
Le misure includono in primo luogo restrizioni più severe alle importazioni con una riduzione del 47% della soglia di importazione esente da dazi rispetto al regime precedente, ora fissata a un massimo di 18,3 milioni tonnellate annue (30 milioni nel 2025). I principali Paesi importatori sono Turchia (16,5% del totale importato), Sud Corea (11%), Indonesia (9%), Cina (9%), India (8%) e Ucraina (7%).
In secondo luogo, l’aumento dei dazi fuori quota: raddoppio dell’aliquota al 50%. Terzo, l’obbligo per gli importatori di certificare l’effettiva origine dell’acciaio. Quarto, un monitoraggio continuo del mercato, con possibilità di interventi aggiuntivi in caso di squilibri.
La Commissione Europea definirà entro il 1° luglio i quantitativi di acciaio esenti dai dazi per ciascun Paese (rilevante per Danieli che con Metinvest ha creato una joint venture per costruire un impianto siderurgico green a Piombino), ma ha indicato che nel caso dell’Ucraina verranno fatte considerazioni ad-hoc. Tutte misure che mirano a incrementare il tasso di utilizzo della capacità produttiva europea dal 67% attuale all’80% e a ridurre il peso delle importazioni al 15% dei consumi (29% nel 2025).
«Nel complesso, la notizia è positiva per i produttori europei di acciaio, che dovrebbero beneficiare di minori flussi di importazione e di un miglioramento del tasso di utilizzo della capacità produttiva domestica», commentano gli esperti di Mediobanca Research che hanno un rating outperform e un prezzo obiettivo a 65 euro sul titolo Danieli.
Gli analisti di Equita non sono sorpresi e ribadiscono il rating buy (target price a 71 euro) sul titolo Danieli perché per la divisione steel-making il rafforzamento delle barriere all’import dovrebbe sostenere i prezzi, inclusi gli acciai speciali. La produzione siderurgica di Danieli è al 100% europea. «Nelle nostre stime assumiamo un aumento dei prezzi del +3% nell’esercizio 2027 e del +6% nel 2028», prevede la Sim.
Invece, nella divisione plant-making dopo due anni deboli per il settore siderurgico europeo, la riduzione dell’offerta importata dovrebbe migliorare la visibilità del ciclo domestico, supportando una ripresa degli investimenti.
In generale, «riteniamo che il rafforzamento delle misure protezionistiche e il progressivo processo di regionalizzazione della produzione siderurgica rappresentino un driver strutturalmente positivo per Danieli», aggiunge Equita, apprezzando anche il cambio di approccio europeo, con un supporto più esplicito al settore siderurgico domestico: le restrizioni all’import rappresentano solo una componente di una strategia più ampia, che include anche target di utilizzo di acciaio europeo e green in appalti pubblici e in settori soggetti a sussidi a livello nazionale.
Pure Intermonte punta su Danieli (rating outperform) e ha il target price più alto tra gli altri broker, lo stesso di Kepler Cheuvreux a 83 euro (+20% di potenziale upside rispetto alla quotazione attuale), anche perché la posizione di cassa netta del gruppo offre ampia flessibilità di bilancio sia per investimenti organici sia per M&A. Di recente il management della società ha indicato cinque/sei possibili acquisizioni in Italia e in Europa di piccole società con tecnologie attrattive.(riproduzione riservata)