La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è indagata a Milano per il fallimento di Bioera, società presieduta fino al 2012 dalla senatrice di FdI. Secondo quanto si apprende, il reato ipotizzato dai pm milanesi è bancarotta. Bioera era stata dichiarata in liquidazione giudiziale (termine giuridico per il fallimento) dal Tribunale fallimentare di Milano nel dicembre 2024. I giudici avevano accolto la richiesta della procura e decretato la liquidazione giudiziale della società alla luce delle gravi criticità finanziarie riscontrate, come un patrimonio netto negativo e debiti per circa 8 milioni di euro. Santanchè era già stata indagata con l'accusa di bancarotta in relazione al fallimento di Ki Group, società controllata da Bioera.
Si complica, quindi, il quadro giudiziario che coinvolge la ministra del Turismo Daniela Santanchè sul fronte delle società riconducibili al gruppo Ki-Bioera.
Dopo il crac del gennaio 2024 di Ki Group srl, per il quale la senatrice di Fratelli d’Italia risulta indagata da tempo per bancarotta, la Procura di Milano ha aperto un nuovo fascicolo anche sul fallimento di Bioera, la holding del gruppo, dichiarata insolvente a fine 2024.
Santanchè, che è stata presidente e legale rappresentante di Ki Group srl tra l’aprile 2019 e il dicembre 2021, risulta iscritta nel registro degli indagati insieme all’ex compagno Canio Mazzaro, al fratello Michele Mazzaro e ad altri ex amministratori. Le indagini sono coordinate dal procuratore Marcello Viola, con l’aggiunto Roberto Pellicano e i pm Luigi Luzi e Guido Schininà.
Nel caso Bioera, l’apertura del nuovo fascicolo è seguita al deposito della relazione del liquidatore, che nella sentenza di liquidazione giudiziale ha evidenziato un patrimonio netto negativo per circa 8 milioni di euro. Anche in questo procedimento Santanchè risulta tra gli indagati per ipotesi di bancarotta.
Il perimetro delle inchieste potrebbe ulteriormente ampliarsi. Il 5 giugno 2025 è infatti fallita anche Ki Group Holding spa, un’altra società del gruppo. Per questo dossier si attende ora il deposito della relazione del liquidatore; successivamente, secondo quanto filtra dagli ambienti giudiziari, i tre procedimenti potrebbero confluire in un unico fascicolo, con più indagati e capi di imputazione, in vista della chiusura delle indagini preliminari.
Le contestazioni, a vario titolo, riguardano ipotesi di bancarotta legata a reati societari, come il falso in bilancio, e bancarotta fraudolenta per operazioni dolose.
Parallelamente, Santanchè è già a processo per falso in bilancio nell’ambito del caso Visibilia, il gruppo editoriale da lei fondato e dal quale ha successivamente dismesso cariche e partecipazioni. Sempre sul capitolo Visibilia, la ministra è inoltre coinvolta in un procedimento per truffa aggravata ai danni dell’Inps sulla gestione della cassa integrazione nel periodo Covid, attualmente in udienza preliminare, sospesa in attesa di una decisione della Corte costituzionale. Un intreccio giudiziario che tiene insieme profili penali e criticità finanziarie, con potenziali ricadute anche sul piano politico e istituzionale. (riproduzione riservata)