Dalla Zes un impatto di 58 miliardi di euro
Dalla Zes un impatto di 58 miliardi di euro
La Zona Economica Speciale nel Mezzogiorno ha creato anche 65 mila posti di lavoro

di di Silvia Valente 16/07/2026 22:00

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La Zona Economica Speciale a copertura di tutto il Mezzogiorno italiano è stata determinante per sostenere gli investimenti e la traiettoria di crescita del Sud negli ultimi anni. Non a caso il pil meridionale è cresciuto tra il 2019 e il 2025 del +8,3%, due punti in più della media nazionale, e l’occupazione ha segnato un +0,6%, il triplo del livello complessivo italiano. Questo emerge dal Check-up Mezzogiorno 2026, realizzato da Confindustria e Srm (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) e presentato all'evento «La Zes Unica come acceleratore di sviluppo per il Mezzogiorno e il Mediterraneo», che si è tenuto ieri a Bari.

Il quadro, però, non è privo di ombre. L'export del Mezzogiorno tricolore, che nel 2025 valeva oltre 64 miliardi di euro (10% del totale nazionale), registra un calo dell'1,1% al primo trimestre 2026 rispetto all’analogo periodo del 2025, a fronte di una crescita nazionale dell’1,3%, penalizzato soprattutto dalla contrazione delle Isole. Restano, inoltre, profondi i divari occupazionali – come il tasso di occupazione al 50% contro il 62,5% nazionale – e debole il pil pro-capite, il più basso tra le macroaree nonostante la crescita degli ultimi anni. Da non sottovalutare, inoltre, che le imprese a controllo estero in Italia presenti nelle regioni del Sud Italia sono appena il 9,4% del totale.

I numeri della Zes finora

La leva Zes ha fatto però la differenza per il Mezzogiorno italiano dalla sua introduzione nell’autunno del 2023: le Autorizzazioni Uniche rilasciate hanno generato oltre 9 miliardi di euro di investimenti diretti, con ricadute occupazionali (anch’esse dirette) per circa 25 mila unità. Con una «ricaduta sugli investimenti privati di 20 miliardi di euro», ha spiegato il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega al Sud, Luigi Sbarra. Aggiungendo che questi numeri si traducono in un impatto economico complessivo della Zes di «58 miliardi e 65 mila posti di lavoro». Non può, dunque, sorprende l’intenzione del governo di «consolidare lo strumento delle Zone economiche speciali (Zes)». Sulla possibilità di estendere la Zes al Nord, Sbarra si è detto «favorevole, ma a una condizione: ciò che va esteso in tutta Italia è la semplificazione amministrativa». Tuttavia alcuni fattori «di vantaggio agli investimenti meritano di essere riservati al Mezzogiorno perché dobbiamo colmare le varie distanze storiche» fino al raggiungimento di una condizione di pari opportunità, in ragione del «contributo generoso di decine di migliaia di imprenditori».

Finora gli incentivi fiscali connessi alla Zes al Sud hanno generato, si legge nel Check Up di Confindustria e Srm, ampliamenti industriali (38% delle autorizzazioni, 25% degli investimenti, 32% dell'occupazione stimata) soprattutto nelle filiere già radicate nei territori – agroalimentare, Made in Italy di qualità, automotive, elettronica-ICT e turismo – mentre resta ancora limitata la presenza di settori a più alto contenuto tecnologico come aerospazio e biotech. Ma si registrano anche agevolazioni per nuovi insediamenti produttivi insediati nel Mezzogiorno, che rappresentano il 45% delle autorizzazioni, ma concentrano il 65% degli investimenti e il 55% delle ricadute occupazionali.

Il piano Zes 2.0 di Intesa Sanpaolo

Proprio alla luce dei successi e delle potenzialità ancora inespresse, Intesa Sanpaolo ha presentato il piano strategico Zes 2.0 che mette a disposizione (attraverso la Divisione Banca dei Territori) nuove risorse per 60 miliardi di euro, per accelerare la crescita economica del Mezzogiorno e a estendere i numerosi benefici garantiti dalla Zona Economica Speciale all’intero Paese, con l’obiettivo di favorire nuovi investimenti e attrarre capitali dall’estero. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Confindustria e con il Dipartimento per il Sud presso la presidenza del Consiglio. (riproduzione riservata)