Dal gas al cemento, passando per Unicredit e Ferrari: chi prende la rincorsa? Cosa c'è sotto la lente degli analisti
Dal gas al cemento, passando per Unicredit e Ferrari: chi prende la rincorsa? Cosa c'è sotto la lente degli analisti
Il caro-gas spaventa i mercati. Mentre Unicredit beneficia del via libera al Danish Compromise, l’AI accelera verso nuove Ipo. Nel cemento ogni lasciata è persa

di Francesca Gerosa 13/09/2026 02:00

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La stagione delle trimestrali promuove le società europee e, italiane comprese, consegna agli investitori un quadro migliore delle attese. Dall’analisi di oltre 110 aziende coperte da Equita emerge un dato significativo: le stime sugli utili 2026-27 sono state riviste al rialzo del 3% e dell’1%. In Italia il miglioramento è più contenuto, ma il saldo resta positivo e le delusioni sono state poche. A guidare il gruppo è l’energia, con stime di utile in crescita del 6% per il 2026 e dell’1% per il 2027. Bene anche banche e consumer. Più complicato il quadro degli industriali, penalizzati soprattutto da Stellantis e Stm. Dai titoli che il mercato sembra aver premiato meno arrivano sette idee interessanti.

Buone notizie per Unicredit che ha ottenuto dalla Bce il via libera al Danish Compromise, con un beneficio stimato di 52 punti base sul Cet1. Un piccolo “regalo” patrimoniale che porta il coefficiente, a parità di condizioni, dall’attuale 14,3% verso il 14,8%. La misura riguarda il business assicurativo vita internalizzato dal gruppo e potrebbe diventare interessante anche in prospettiva, mentre il risiko finanziario europeo continua a tenere banco. Nel frattempo Unicredit ha acquisito una quota di minoranza di VC Trade, piattaforma tedesca dedicata al private debt europeo, rafforzando la propria strategia digitale.

Il gas invece torna a far paura. Il prezzo in Europa ha toccato gli 83 euro/MWh il 10 settembre, prima di scendere a 79,90 euro. Goldman Sachs ha alzato la previsione per il quarto trimestre 2026 a 70 euro, dai precedenti 53. A preoccupare sono soprattutto gli stoccaggi europei: al 2 settembre erano pieni solo al 65,9%, il livello più basso mai registrato per quella data. Per arrivare all’80% entro novembre servirebbero iniezioni senza precedenti, mentre l’Europa ha già speso 4,5 miliardi in più rispetto allo scorso anno per acquistare il 15% di gas in meno. Secondo Algebris, il costo implicito per raggiungere l’obiettivo potrebbe arrivare a 11,6 miliardi di euro.

Non è però necessariamente un nuovo 2022. Gli ultimi tre inverni sono stati tra i più miti degli ultimi 45 anni e, se il meteo dovesse essere ancora favorevole, le scorte potrebbero essere sufficienti. Citi resta infatti costruttiva sulle azioni europee fino a metà 2027, pur invitando a monitorare il rischio energetico. Occhio quindi alle 21 azioni europee più esposte allo shock dei prezzi del gas, quattro sono italiane.

Nel lusso c’è chi vende automobili e chi, in qualche modo, vende un biglietto d’ingresso in un club d'élite. Ferrari appartiene decisamente alla seconda categoria. Per Morgan Stanley, i 90 mila clienti della Rossa non sono semplicemente acquirenti, ma i protagonisti di una comunità. Un modello particolarmente efficace per sostenere fedeltà e pricing power senza dover necessariamente aumentare i volumi. Anche per questo Morgan Stanley resta positiva sul titolo, alzando il target price. Nello scenario toro poi il Cavallino può arrivare a…

Dalla Ferrari al cemento il cambio di passo è piuttosto brusco, ma anche qui la parola chiave è crescita. Solo che, per Cementir, la crescita sudamericana per ora rimane nel cassetto. La controllata Aalborg Portland aveva presentato, insieme a Votorantim, un’offerta per Csn Cimentos in Brasile, ma la proposta è scaduta senza essere accettata. L’operazione avrebbe dato al gruppo una piattaforma importante nel più grande mercato latino-americano, ma non era incorporata nelle stime degli analisti. Per questo la mancata operazione non viene considerata un problema, mentre resta aperta la porta per future acquisizioni grazie a una cassa netta di 466 milioni a fine 2026.

Più complicata la situazione di Buzzi, dove il rallentamento degli utili ha convinto Berenberg a tagliare le stime ebitda 2026-28 e il target price, confermando il giudizio hold. Il lato positivo è una valutazione contenuta, circa 5 volte l’ebitda, e un bilancio molto solido. Il problema è che, senza un catalizzatore, lo sconto rispetto ai concorrenti potrebbe restare tale.

E mentre il cemento cerca il prossimo catalizzatore, il settore tecnologico legato all’intelligenza artificiale si valorizza. Dopo OpenAI e Anthropic, anche la cinese DeepSeek guarda alla Borsa. Per questo avrebbe scelto Citic Securities come advisor per una possibile Ipo sul mercato Star di Shanghai. La società è alla ricerca di nuove risorse per potenziare infrastrutture e capacità di calcolo, dopo aver già raccolto miliardi di dollari a valutazioni sempre più ambiziose. La corsa alla quotazione dell’AI sta quindi diventando una gara globale. Anthropic potrebbe arrivare sul mercato americano già tra ottobre e novembre, con una valutazione potenziale nell’ordine delle migliaia di miliardi di dollari, mentre OpenAI potrebbe aspettare il 2027.

È tutto per oggi. Continuate a seguirci per ulteriori approfondimenti nel prossimo numero di Follow the report e se pensate che possa interessare a qualcuno inoltrate la newsletter.

Francesca